Ringrazia i suoi amici e sostenitori di partito dopo la recente nomina a sottosegretario alleconomia, ma anziché farlo nel territorio di appartenenza, lo ha fatto organizzando un appuntamento a Caserta. Il parlamentare Nicola Cosentino, di Casal di Principe, non è immune dalla solita mania filo casertana che affligge i politici del nostro territorio, che pur vivendo in una nazione che conta oltre 8mila comuni fanno di tutto per portare lustro ad una specifica località,
Caserta, che oltre ad esserci imposta come capoluogo di provincia, non ha nulla ha a che vedere con lAversano, quindi con il Casalasco dove Cosentino vive. Il deputato di Forza Italia ha tenuto la festa venerdì. Lappuntamento non poteva non essere segnato dalla vicenda relativa alle dichiarazioni di Michele Orsi, limprenditore ucciso a Casal di Principe, che in un interrogatorio aveva parlato di assunzioni al consorzio Eco 4 di persone indicate dallo stesso Cosentino e del suo interessamento per far avere ad Orsi il certificato antimafia. Cosentino che non è indagato, ha detto: Mi accusano di aver semplificato lassunzione di qualche spazzino. A riguardo non ho nulla di cui vergognarmi. Il mio interessamento verso i bisogni della gente è il sintomo della mia vicinanza alle loro problematiche. Di certo non ho favorito fusioni bancarie e speculazioni di sorta come hanno fatto altri, persone che ai loro inizi in politica si può dire versassero in condizioni di indigenza e che oggi si ritrovano con delle vere e proprie fortune. Il sottoscritto ad oggi ha ancora un certificato penale immacolato. Cosentino è stato attaccato da Rita Bernardini (Radicali) che ha detto: "Se le dichiarazioni delle massime cariche dello Stato hanno un senso, il presidente Berlusconi non può esimersi dal chiedere al sottosegretario Cosentino di dimettersi dalla sua carica, poiché quanto da lui affermato, pur non rivestendo valenza penale, getta un’ombra pesante sui suoi rapporti con Michele Orsi e, in generale, sul sistema di assunzioni nei Consorzi di bonifica. Per richiedere ai cittadini campani una rivoluzione civile, occorre che gli uomini delle istituzioni, tutti nessuno escluso, abbiano tutte le carte in regola. Altrimenti il pesce campano continuerà a puzzare dalla testa". Intanto in merito allomicidio di Michele Orsi, il magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia, Cesare Siringano ha detto: "Non si poteva difendere in maniera diversa da come e’ stato fatto. Non era un collaboratore di giustizia, per lui è stato fatto tutto il possibile".
Salvatore Pizzo