Mio figlio ha voglia di vivere

Fontanellato (Parma)

Speculare sulla tragedia di un bambino è da vigliacchi, ma al peggio non c’è mai fine, Rachida la mamma del piccolo Karim ha dovuto sporgere una formale denuncia, perché lei non sa nulla di certe  scatole per la raccolta di offerte che qualcuno ha piazzato in vari esercizi commerciali della nostra zona, né della raccolta di fondi organizzata “porta a porta“ da un certo Salvatore. Atti di autentico sciacallaggio che non fanno altro che acuire il dolore di Karim e della sua famiglia. Abbiamo incontrato Rachida, la madre del bambino, nel centro di cura dove il figlioletto è ricoverato. Gli occhi di questa mamma che è disposta a tutto per salvare la vita del suo bambino, sono consumati dalle lacrime, il dramma è iniziato la notte di Capodanno: Karim era con la sua famiglia nella loro casa in Via Forno a Trentola Ducenta, dove Rachida e il marito, onesti operai si sono trasferiti una ventina di anni fa dalla Tunisia. Fuori c’era il fragore dei botti di capodanno, i giochi pirici attraevano l’attenzione di Karim, che accompagnato dal babbo è voluto uscire nel cortile per godersi lo spettacolo con il quale la nostra gente saluta l’arrivo del nuovo anno, ma di lì a poco per questa famiglia il capodanno ha segnato l’inizio della tragedia, una pallottola vagante esplosa da qualche disgraziato della zona ha centrato in pieno Karim, il proiettile gli è entrato nella parte sinistra del cervello. Il sangue, le urla, il pianto, la disperazione, il classico scenario della tragedia, è quindi iniziata l’affannosa corsa verso il pronto soccorso, Karim sembrava spacciato, il suo nome era quasi stato scritto nell’assurdo elenco delle vittime dei botti di capodanno. Dall’Ospedale di Aversa è stato trasportato al Santobono di Napoli, lì è rimasto in coma per un paio di mesi, il lutto sembrava imminente, il fratello 18enne in lacrime diceva: “Queste cose non succedono solo in Iraq, ma anche in Italia”, in un clima di sofferente attesa è arrivata una notizia, dopo circa due mesi di coma, il piccolo contrariamente ad ogni previsione medica, ha iniziato a parlare, ha balbettato qualche parola. Rachida non è cattolica, è di fede islamica, ma ci tiene a ire che quel giorno era Pasqua. Il tetro destino viene squarciato da una luce di speranza, una gioia non solo per i genitori, ma anche per i fratelli di Karim. Oltre al ragazzo 18enne c’è anche una sorellina 13enne, anche le loro vite saranno segnate per sempre da quello che è successo al fratellino. Da quel giorno Rachida non ha potuto mollare il capezzale del figlioletto, impossibile lasciarlo solo, le vite dei ragazzi e dei genitori sono cambiate. Per Karim, che prima del ferimento parlava, l’italiano, l’inglese, l’arabo ed il dialetto ducentese, si doveva trovare posto in un centro di riabilitazione, il fratello cercando su internet ha individuato il Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato (Parma), dove adesso si trova insieme alla mamma. In terra emiliana per Karim è scattata una gara di solidarietà, una lezione di vita della quale dovremmo fare ammenda, prima i commercianti di Fontanellato, poi il quotidiano locale Gazzetta di Parma hanno promosso delle raccolte di fondi, da noi a muoversi è stata la Croce Rossa Italiana e molti privati, ma nessun soggetto pubblico è andato oltre le solite parole di solidarietà.  La famiglia si è divisa, il papà ed i fratelli non possono permettersi soggiorni a Parma per far visita a Karim, la mamma ha anche lanciato un appello alle istituzioni locali per trovare una casa in cui alloggiare il papà quando arriva nel parmense. Nella casa di Via Forno non vogliono più tornare, hanno cambiato abitazione, vivono in un altro punto di Ducenta, ma se il papà trovasse lavoro a Parma sarebbero disposti a riunirsi. Karim ha la parte sinistra del corpo paralizzata, ci vorranno anni affnchè si vedano, forse, i risultati delle cure. Le indagini sono ferme ad un punto morto, nonostante i rilievi della polizia scientifica, la verifica su tutte le armi detenute in zona (25 pistole), non si è riusciti a capire il proiettile da dove sia arrivato. Mentre Rachida singhiozzando dice: “Mio figlio il più grande ha sempre detto che il Sud non offriva alcun avvenire, ma Karim che è cittadino italiano è nato ad Aversa voleva rimanere, e spesso mi prendeva spesso in giro nel vostro dialetto”, da Trentola Ducenta arriva la notizia che in via Nunziale Sant’Antonio, a circa 50 metri di distanza dalla casa di via Forno, un altro proiettile vagante ha centrato i vetri di una pizzeria, questa volta il disgraziato  di turno “festeggiava” la vittoria dell’Italia sulla Francia. Ha ragione il fratello di Karim, questo è l’Iraq, dove le regole non riescono a fermare le pallottole vaganti, disgraziati allo sbando e sciacalli. La sua famiglia credeva di essere arrivata in Italia, in Europa.

Salvatore Pizzo

Il conto corrente per chi volesse devolvere aiuti a Karim è il seguente.

IT 04 A062 3003 5570 0005 6984 739

Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza – filiale di Napoli

nella foto sopra la mamma di Karim