Un comunicato emesso dal Comune di Cesa informa che al locale Circolo didattico sono entrate nel vivo, le attività previste dalla programmazione estiva per gli alunni della Scuola Elementare "Rodari" di Cesa e "Santagata" di Gricignano. I percorsi attivati hanno consentito l´apertura delle scuole primarie del Circolo a tutti gli alunni, per sei settimane, dal 9 giugno al 18 luglio, dalle ore 9.00 alle ore12.

I laboratori extrascolastici previsti sono: laboratorio fotografico digitale, arte musica e teatro, gioco-sport (mini basket – mini volley – calcetto), danza creativa, cineforum a tema e `nuoto in cartella´, quest´ultimo è stato tra i più gettonati e prevede la piscina per 240 bambini due volte a settimana. "Il progetto Scuole Aperte – ha dichiarato il Dirigente Scolastico dott.ssa Adriana Mincione – propone la realizzazione di più centri ricreativi che siano punto di aggregazione educativa e formativa per i bambini del territorio anche durante il periodo estivo. Filo conduttore dell´intervento è il dialogo tra la scuola, il territorio e la famiglia, per favorire l´acquisizione di comportamenti interpersonali corretti, il recupero della marginalità sociale e culturale e la disponibilità alla socializzazione e all´integrazione. Questo – ha chiosato la dott.ssa Mincione – è un ulteriore passo verso la formazione di un sistema formativo integrato, perseguito con pari entusiasmo dalla Direzione Didattica di Cesa e dall´Amministrazione Comunale". Insomma, una risposta nuova, moderna e importate alle esigenze delle famiglie e dei ragazzi che spesso hanno come unica alternativa la strada o la TV. "Come amministrazione comunale – hanno dichiarato all´unisono il sindaco Vincenzo De Angelis e l´assessore Stefano Verde – apprezziamo l´enorme sforzo messo in campo dalla dottoressa Mincione, a cui va tutta la nostra stima per il pregevole lavoro e per i risultati che sta ottenendo nella nostra comunità sia sotto l´aspetto educativo sia sotto l’aspetto sociale. Un ringraziamento poi ai docenti e al personale non docente che hanno trovato nuovo entusiasmo e non si risparmiano davanti ad impegni immani. Basti pensare – hanno detto – che solo a Cesa i progetti interessano 430 alunni, questo per comprende bene la dimensione e la portata dell’intervento". Fin qui sembrano tutte rose e fiori, ma c’è da dire che le istituzioni dovrebbero promuovere un fenomeno inverso, i bambini di oggi stanno meno in famiglia, principalmente quelli che hanno entrambi i genitori che lavorano, quindi urgono attività di sensibilizzazione e di stimolo ad un maggiore affiatamento familiare, far stare i bambini a scuola anche quando non dovrebbero, significa che farli stare ancora meno con mamma e papà in un clima sicuramente giocoso ma con meno affetti. La scuola è preposta al servizio pubblica istruzione e non ad altro, in questo modo viene percepita come un luogo d’intrattenimento, magari costituisce la risoluzione di un problema per chi va a lavorare non sa dove portare i figli. L’intrattenimento e le attività ludiche sono mestieri di altri, non di chi è preposto all’istruzione, anziché spendere soldi della pubblica istruzione in “progetti” di questo tipo, che certamente danno una buona immagine ma che nella sostanza sono poco necessari, si finanziano corsi in aggiunta alla programmazione curriculare, incrementando la grammatica, l’italiano e la matematica. Quando l’orario scolastico termina, ai problemi sociali pensino coloro che sono preposti all’assistenza sociale.

Sal.pi.

Di sal.pi.