Voltare pagina, cambiare registro, darsi una mossa, chiudere questo lungo e penoso capitolo, mandare a casa Amministratori millantatori e incapaci, far lavorare gli Amministrativi fannulloni, controllare il territorio, pulire le strade, provvedere alla manutenzione delle vie, piazze e spazi attrezzati, incentivare l’economia, espandere la cultura e le arti, insegnare il risparmio collettivo, saper coinvolgere i singoli e le associazioni,

riprendere e rivitalizzare la storia e la cultura, sostenere una collaborazione intensiva e continuativa con le Scuole, favorire la prevenzione e la repressione dei reati più stupidi e bestiali attraverso un utilizzo intelligente e cooperativo delle cosiddette forze dell’ordine e…aggiungete tutto quello che volete. Sono cose ovvie agli uomini di buona volontà. Sono astrusità per chi vuole comandare, vuole occupare posti di potere, di controllo e di coercizione e non essere giudicato, o non rendere conto di quello che fa (o non fa). Chi e come voltare pagina ? La maggioranza dei Cittadini, il grosso dei residenti in Aversa che subisce, si lamenta, maledice e nulla fa per cambiare le cose. Quanti cosiddetti Comitati sono sorti in città (meglio sui giornali) in tutti questi anni? Che hanno fatto o lasciato? Dove sono i promotori di iniziative per singole strade, o rioni, o settori commerciali? In una realtà sempre più globale le menti ristrette pensano di risolvere i problemi generali con l’interesse al loro particolare piccolo piccolo. Non ci siamo. Per uscire da questo tunnel ancora troppo buio, da queste paludi e sabbie mobili occorre uscire dal proprio guscio, anteporre gli interessi e le aspettative generali a quelle personali grette e misere. Pensare soprattutto al futuro dei figli e nipoti e molto meno al proprio passato-presente. Smetterla di innaffiare ancora la paura di avere coraggio e dare la propria disponibilità ad agire, a trasformare una realtà che comunque la si volti e la si giri è triste, miserabile, insoddisfacente, povera e sterile. Ancora di più si avverte il disagio di vivere nella nostra città quando si torna da fuori, da un viaggio in una città civile o dalle vacanze. Ed allora impegniamoci a fare e voltiamo pagina.

Gennaro Mariniello