Nella città dove il Clan dei Casalesi ha contatti importanti, un altro colpo che ferisce la nostra terra

Il Comune di Parma ha rassegnato ad un’altra ditta i lavori che stava svolgendo la ditta Emini di Aversa, che all’improvviso, da circa 3 mesi. ha abbandonato tutti i cantieri che aveva in giro per l’Italia non pagando nemmeno gli stipendi agli operai. Francesco Emini, titolare della ditta di costruzioni da qualche settimana vive sotto scorta, con le sue rivelazioni ha aiutato gli inquirenti ad arrestare numerosi esponenti del Clan dei Casalesi che avrebbero avuto una condotta estorsiva nei suoi confronti. Dopo la denuncia si è innescata una situazione che sta portando al fallimento l’azienda. A Parma stava realizzando un collettore fognario in Via Sidoli, lo svincolo della tangenziale in Via Budellungo ed una parte del campus universitario, ancora una volta la storia si ripete: la Camorra da noi distrugge ed al Nord porta ricchezza, proprio i Casalesi sono noti per affidare i soldi estorti alla nostra gente, intrisi del nostro sangue, a parmigiani di loro fiducia, colletti bianchi ed imprenditori. Investono nell’opulenta Emilia incrementando l’economia di quella zona, i cui inconsapevoli abitanti non sapendo dell’origine dei capitali che nelle loro terre spesso portano lavoro e benessere, si permettono anche di denigrarci. Altro che Sud che guarda al Nord come gallina dalle uova d’oro, sono loro che traggono benefici dalla Camorra che da noi uccide e da loro si tramuta in impeccabili imprenditori dall’accento padano e con la "r" moscia. Per ironia dell’amara sorte, Emini dovrà pagare anche i danni al Comune di Parma, anzi l’ha già pagata perché a garanzia della correttezza degli oneri assunti in questi casi viene presentata una fideiussione bancaria. Per le estorsioni ad Emini sono finite in carcere 11 persone, tra cui l’ex sindaco di Lusciano Luigi de Cristofaro e Gennaro Santagata, ex presidente del Consiglio comunale. Adesso le segreterie nazionali dei partiti fanno finta di non sapere quello che sta succedendo, siamo alle solite. Scrive la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli in un nota: “Le investigazioni hanno infatti permesso di accertare che i due, in virtù della loro appartenenza al sodalizio criminale “dei casalesi”, hanno ritirato, per un lungo periodo, i ratei estorsivi, nonché preteso la consegna gratuita, da parte dell’imprenditore taglieggiato, di alcune villette. Emini complessivamente avrebbe versato ai Casalesi circa 1 milione e mezzo di euro.

Salvatore Pizzo