”Tra gli amministratori dei piccoli Comuni c’è grande apprensione e preoccupazione in relazione all’impatto che i tagli previsti dalla manovra del Governo sul personale docente e non docente, potranno avere sull’organizzazione del sistema scolastico”. Lo ha detto il Coordinatore Nazionale Anci Piccoli Comuni e Unioni di Comuni e sindaco di Tramezzo (Como), Mauro Guerra.

”Destano grande allarme – aggiunge Guerra – le ipotesi, circolate anche sulla stampa, che riferiscono di effetti drammatici di chiusura di centinaia di scuole soprattutto nei territori amministrati da piccoli comuni. Qualsiasi intervento di razionalizzazione sull’organizzazione del nostro sistema scolastico non può ignorare due elementi fondamentali. La parità di condizioni di accesso al diritto all’istruzione e la qualità della stessa devono essere garantiti dalla Repubblica su tutto il territorio". "In secondo luogo – ha sottolineato l’esponente dell’Anci- occorre avere sempre presente che la presenza degli istituti scolastici costituisce in questi territori uno straordinario presidio di socialità, un riferimento non solo identitario, ma una concreta condizione di tenuta e coesione delle comunità locali. Per queste ragioni occorrono politiche specifiche per i territori rurali, montani, delle isole minori, a basso tasso di densità demografica, amministrati da piccoli Comuni”. Il piano previsto dal Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, sta destando preoccupazione in molti comuni del Nord anche per la riduzione del tempo pieno, conseguente alla reintroduzione dell’insegnate unico nella scuola elementare. La “nuova” scuola creerà problemi a molte famiglie, le donne che lavorano, che nel settentrione sono più che al Sud, al pomeriggio non sapranno a chi lasciare i bambini. Potranno provvedere gli enti locali con propri mezzi extrascolastici, ma questo sarà un peso enorme per molti comuni che sono amministrati da sindaci leghisti, ed è forse per questo che Umberto Bossi leader della lega Nord, i cui ministri hanno comunque votato a favore del decreto-legge Gelimini, sta facendo marcia indietro criticando apertamente la collega bresciana Ministro del Pdl, che secondo vari rumors potrebbe essere candidato alla guida della Lombardia alle prossime regionali, cosa che evidentemente la Lega non vede di buon occhio e così coglie due piccioni con una fava, difende gli interessi dei comuni e tenta di far diminuire le quotazioni di Gelmini come successore di Formigoni.

Salvatore Pizzo