(6 ottobre) Secondo la Procura di Roma non ci sarebbero state irregolarità nell’operato della procura di Santa Maria Capua Vetere, nell’ambito dell’inchiesta che portò alla decapitazione dell’Udeur ed alla conseguente caduta del governo Prodi, che portò tra gli altri all’arresto anche di Sandra Lonardo, moglie dell’ex ministro della giustizia Clemente Mastella.

Una vicenda che ebbe pesanti effetti anche nell’aversano, nel giuglianese e nell’atellano, per il coinvolgimento di numerosi personaggi locali. Il Pm Angelantonio Racanelli, che ha chiesto l’archiviazione per quanto riguarda dell’ex procuratore sanmaritano Mariano Maffei, dei pm Paolo Di Sciuva e Alessandro Cimmino e del gip Giuseppe Maccariello. Il procedimento penale, in cui si ipotizzava l’ abuso d’ufficio scaturì da due esposti, quello di Giacomo Caterino, consigliere provinciale dell’Udeur arrestato lo scorso anno e poi liberato, l’altro firmato da alcuni esponenti dell’Udeur. Come fonte di sospetti, ci fu anche il largo rapporto di parentela tra Maffei e Alessandro De Franciscis, presidente della “Provincia di Caserta”, passato dall’Udeur al Pd, ma un collegamento tra questo dato di fatto e l’inchiesta non è stato dimostrato. Un’altra inchiesta che riguarda magistrati della Procura di Santa Maria Capua Vetere, sempre a Roma, è tuttora in corso, se ne occupa il pm romano Giancarlo Amato, che sta esaminando le posizione dello stesso ex procuratore Maffei, oggi presidente della commissione tributaria regionale, dei Pm Alessandro Cimmino, Maria Di Mauro e Luigi Landolfi. In questo caso l’inchiesta nasce da scontri interni allo stesso ufficio giudiziario di Santa Maria Capua Vetere. Una decina di mesi fa tre magistrati di Santa Maria Capua Vetere: il procuratore aggiunto Paolo Albano, i pm Donato Ceglie e Filomena Capasso, sottoscrissero un documento parlavano di «un clima insostenibile di sospetti, di comportamenti vessatori, di illecite indagini condotte su colleghi del medesimo ufficio, tra i quali gli scriventi, e di iniziative spesso estranee a qualsiasi perimetro legale di corretto esercizio della funzione giudiziaria». Fatti lamentati sui quali sono in corso accertamenti.

Salvatore Pizzo

Di red