La vendita diretta del latte crudo è un fenomeno in grande espansione, i distributori automatici di latte gestiti, in piena autonomia, dai diretti produttori stanno crescendo come i fiori nei centri abitati; dalle metropoli ai paesi più periferici a conferma dell’interesse esplicito degli stessi consumatori. Una domanda latente che finalmente è soddisfatta.Una domanda di freschezza, di genuinità, ma anche di economicità, si calcola che mediamente il risparmio economico si aggiri tra il 20 e il 30% al quale occorre aggiungere i benefici ambientali. “Il successo che hanno incontrato i distributori di latte crudo è un esempio di filiera a circuito breve; la cosiddetta filiera corta. Filiera corta vuol dire un nuovo modo di concepire la relazione fra produttori e consumatori. Più in generale, la filiera corta, fa riscoprire due valori fondamentali della produzione agroalimentare: la freschezza e la stagionalità.” Sono parole di Fabio Massimo Cantarelli (nella foto), presidente del Consorzio Agrario di Parma, uno dei massimi esperti dell’agroalimentare italiano. “La filiera corta, conclude Cantarelli, è anche un valore culturale in quanto favorisce la produzioni tipiche le tradizioni gastronomiche italiane e contribuisce alla conservazione della biodiversità. Ma a tutto ciò si aggiungano i notevoli vantaggi economici e ambientali. Attraverso la diffusione dei circuiti brevi si possono sensibilmente abbattere i costi energetici, come ad esempio quelli di trasporto, ridurre i tempi di conservazione e ridurre i quantitativi di rifiuti per imballaggi. Risparmi economici e ambientali traducibili in un minor consumo d’acqua ad uso industriale e di emissioni di anidride carbonica anch’essa prodotta dai processi industriali oltre che dal sistema della logistica. Filiera corta vuol dire anche tracciabilità immediata e fa crescere la cultura professionale degli agricoltori e valorizza le risorse umane nel mondo rurale, vuol dire consumare “tricolore” e produrre per i propri connazionali, un modello che non ha solo un valore economico, culturale, etico ma anche soprattutto un valore patriottico. In sintesi filiera corta è soprattutto un atto di responsabilità per tutti i protagonisti, siano essi produttori o consumatori.”