Finalmente qualcosa si muove, il Sindaco di Aversa sembrava essersi dimenticato che sta governando una città che, oltre ai gravi problemi che la affliggono, è colonizzata da una spavalda casertanizzazione. Ciaramella è ritornato a parlare della questione aversana e della necessità che lo Stato riconosca l’esistenza della Provincia di Aversa, un’istituzione che sarà utile almeno finchè si riterrà che debba esistere quell’equivoco chiamato Provincia di Caserta.
Il primo cittadino normanno ha aderito all’appello che nei giorni scorsi è stato sollecitato dal presidente del “Comitato Popolare Pro Sibari Provincia”, Giacinto Casciaro, che ha invitato a prendere in considerazione la possibilità di un incontro degli amministratori delle altre otto città interessate da una necessità simile a quella di Aversa: Sibari, Avezzano, Bassano del Grappa, Melfi, Nola, Sulmona e Venezia Orientale. “Ritengo opportuno sottolineare – scrive Ciaramella in una nota inviata ai colleghi delle altre città – la necessità che il Coordinamento Nazionale continui a svolgere un ruolo essenziale per il raggiungimento dell’obiettivo finale. Soprattutto in questo momento in cui le forze politiche, dopo un inspiegabile silenzio circa l’ente intermedio tra regione e comune, hanno ripreso il discorso sul federalismo e sulle riforme istituzionali, si manifesta indispensabile la presenza di un organismo in grado di vigilare sui comportamenti politici, sull’azione dei parlamentari e sulla necessità di intervenire nei momenti opportuni”. La nostra identità territoriale va difesa, specie quando ci si vuole far passare per casertani. L’iniziativa di Ciaramella ha fatto venire allo scoperto minuscole presenze locali di An, esplicitamente contrarie alla decasertanizzazione del territorio.
Salvatore Pizzo