Quei "buoni" affari tra Parma ed il Clan dei Casalesi che strangola la nostra gente
Il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha disposto la confisca di beni immobili per un valore di circa 2,5 milioni e mezzo di euro, che secondo i magistrati sarebbero riconducibili a Raffaele Capaldo, 59enne di Casapenna, cognato del boss latitante Michele Zagaria. Il Tribunale ha anche disposto, nei confronti di Raffaele Capaldo, anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno nel comune di residenza per tre anni. Tra i beni confiscati, ci sono quote societarie, una villa e una Mercedes. Secondo gli inquirenti sono beni provenienti dall’imposizione a suon di bombe dei prodotti Parmalat nella nostra zona, attraverso società distributrici amiche, che per anni hanno garantito alla multinazionale parmense un monopolio quasi assoluto nel nostro territorio, tanto da potersi permettere di vendere solo in Campania il latte ad un prezzo più alto che altrove: una tangente che ha portato soldi ai Casalesi ed alla Parmalat, i cui concorrenti locali (Latte Foreste Molisane) venivano fermati a suon di bombe. Il processo ai camorristi che imponevano il latte di Parma nella nostra zona, è stato uno dei pochi in cui la Parmalat non si è costituita parte civile, eppure essa quando il procedimento ha preso piede era formalmente rappresentata da un commissario straordinario per contro del Ministero delle Attività produttive, cioè dal governo. In quel processo Raffaele Capaldo fu assolto, ma il materiale probatorio raccolto non ha evitato al Tribunale di procedere con i provvedimenti adottati nei giorni scorsi. Il figlio di Raffaele Capaldo, Filippo, è coinvolto in un’altra inchiesta che ha dimostrato pesanti legami tra i “Casalesi” e settori dell’economia parmense, sfiorando anche la politica della città emiliana. A Parma non solo arrivava una tangente legalizzata che la Camorra ci ha costretto a pagare sul latte, imponendo alle aziende nostrane la chiusura, ma anche fiumi di quattrini, quelli intrisi del sangue innocente della nostra gente, che sono stati ripuliti da fidati operatori economici della città, eppure proprio a Parma ci sono personaggi che nei confronti della nostra gente, si permettono di ergersi anche sul piedistallo della purezza. La puzza c’è anche lì, con la differenza che lo sterco da noi è visibile, da noi i Casalesi sparano ed estorcono mente a Parma, dove hanno trovato molti buoni amici, qualcuno si è arricchito con i soldi intrisi del sangue della nostra gente.
Salvatore Pizzo
Salvatore Pizzo