Una papera del suo portiere condanna l’Aversa Normanna ad un immeritata sconfitta casalinga, contro un Catanzaro, cinico e fortunato, che si porta a casa tre punti pesantissimi e continua la sua corsa di vertice, lasciando nei guai i granata, ormai sempre più invischiati nelle zone basse della classifica. Finisce così, con tanta delusione, la prima partita del nuovo corso della squadra diretta da Raffaele Sergio,

che ripresentatasi in campo dopo la sosta natalizia, completamente stravolta nell’organico, pur dominando in lungo e in largo, deve cospargersi il capo d cenere per i troppi errori sotto porta, che meritava ben altro epilogo. Almeno sette occasioni nitide da gol per l’undici di capitan Marasco, tornato al suo posto in mezzo al campo, contro l’una e mezza degli avversari, che trovano il gol della vittoria al ’61 con un tiretto innocuo di Caputo da trenta metri, che trova il portiere aversano Del Giudice impreparato, tardivo nel metterci le mani, quand’ormai è tardi, facendosi infilare con il più classico degli infortuni. Per lui questa è stata l’ultima partita con l’Aversa, visto che al termine il presidente Spezzaferri ha annunciato di fatto la rinuncia al portiere che pure due anni fa era stato tra i protagonisti della cavalcata vittoriosa in coppa Italia.

LA CRONACA:

cinque esordienti nell’undici che scende in campo per la Normanna, che dopo gli errori in sede di campagna acquisti sta cercando di correggere la squadra. Sergio sceglie il 4-4-1-1 con i nuovi Panini e Pagano a presidiare le fasce difensive, la coppia Avolio (un altro ritorno) – Di Girolamo al centro, l’esordio in attacco di Gennaro Marasco e quello ben più atteso del suo omonimo Antonio in mezzo al campo. La partita inizia subito stravolgendo i valori della classifica, con la squadra più debole a fare gioco e il Catanzaro nelle vesti di provinciale che si difende, spesso con affanno. I (pochi per la verità) tifosi presenti sulle gradinate del Rinascita si lustrano gli occhi vedendo un undici che aggredisce ogni zona del campo, facendo gioco e divertendo. Le occasioni per l’Aversa fioccano subito: al ‘1 Franzese per Sibilli, che manca uno stop decisivo. Sulla ribattuta ci prova Zolfo tirando alto. Al ‘4 un tiro di Antonio Marasco dal limite, trova la deviazione di Gennaro Marasco, che però non ci mette la forza necessaria per impensierire il portiere del Catanzaro, che blocca in sicurezza. Al ’10 ancora il capitano si fa pericoloso con una punizione rasoterra a lato di poco. Poi tocca a Sibilli che al ’14 liberato da un assist al bacio del centrocampista torrese, tira in diagonale fuori da favorevole posizione. Dal 20 al 23 l’azione dell’Aversa si fa, se possibile, ancora più ficcante con una serie di mischie in area che però non portano a nulla. Buona la spinta sulle corsie laterali di Panini e Pagano, manca, ma questo si sapeva già, uno stoccatore al centro dell’area che finalizzi la gran mole di gioco prodotta. Al ’35 tocca a Marasco G. che di testa conclude debolmente. Il primo tempo finisce qui con una risultato di parità assolutamente ingiusto per i padroni di casa, che meritavano ampiamente di essere in vantaggio. Ma come dice il buon Boskov: “gol è quando palla entra” e la Normanna deve solo prendersela con sé stessa. Nel secondo tempo i ritmi indiavolati dei padroni di casa fatalmente si abbassano. Si vede così il Catanzaro che al ’49 ha una nitidissima palla gol con un colpo di testa di Faloni nell’area piccola, su cross di Mangiacasale, che finisce incredibilmente fuori con Del Giudice immobile. Pericolo scampato per i locali, che al ’59 hanno la palla per sbloccare la partita, ma il difensore Avolio in proiezione offensiva su calcio d’angolo, si fa ipnotizzare dal portiere dei calabresi, che miracolosamente gli devia il tiro, quando si stava già esultando per il gol. Il gol invece lo segna il Catanzaro, grazie al già detto infortunio del portiere granata. Una mazzata per l’Aversa che si getta ancora più rabbiosa in attacco. Al ’65 ancora un miracolo di Mancinelli che chiude lo specchio della porta a Pagano. La partita della Normanna finisce praticamente qui e il Catanzaro nonostante giochi in dieci per gli ultimi 27 minuti per l’espulsione per doppia ammonizione di Zaminga, beffa una generosa Aversa, che meritava almeno un pari.
Nicola di Santo