Nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto davanti al Gip Mancini del Tribunale di Cassino, il capo dell’ala stragista del Clan dei Casalesi, Giuseppe Setola, ha aperto bocca per scagionare sua moglie Stefania Martinelli, arrestata dopo la fuga del boss killer dal covo di Trentola Ducenta e Luciana Comparelli, l’infermiera proprietaria della casa di Mignano Montelungo (Caserta) dov’è stato acciuffato, la donna era anche presente al momento dell’arresto.Nelle ore successive è stato trasferito nel carcere di massima sicurezza di Opera (Milano), dove sarà detenuto al regime del carcere duro, nello stesso penitenziario si trova anche Francesco Schiavone “Sandokan”. Lo difendono gli avvocati Gerry Casella e Salvatore Lepre, per tutte le altre domande Setola si è avvalso della facoltà di non rispondere. «Mia moglie non sapeva niente della pistola, nè sapeva che in casa ci fosse una botola», ha detto. Relativamente alla Comparelli ha asserito che a lei è arrivata attraverso Riccardo Iovine, analista delll’ospedale di Caserta, cugino di primo grado del boss superlatitante Antonio Iovine, "O’ Ninno". «Ho chiesto un aiuto a Riccardo, che è un amico di infanzia, perchè avevo bisogno di cure», nella fuga da Trentola Ducenta si era fratturato il polso e si era procurato escoriazioni e contusioni agli arti inferiori. Il medico era anch’egli presente al momento dell’irruzione dei carabinieri, nella casa c’erano anche John Peram Loran, un cittadino americano che vive a Pozzuoli ed il 23enne di Aversa Paolo Gargiulo. Al boss sono state notificate tutte le ordinanze di custodia cautelare legate ai reati di cui è accusato, 18 omicidi dal maggio scorso, anche se ha già un ergastolo da scontare.
Salvatore Pizzo