Per la terza volta consecutiva è saltata la trattativa dei produttori di latte ad “alta qualità” che forniscono la Parmalat e la multinazionale di Colecchio, fallite le mediazioni della Regione Campania e della prefettura di Caserta, ci ha provato Confindustria, ma un accordo per adesso sembra ancora lontano. Il gruppo Parmalat con una lettera datata 15 dicembre 2008 aveva comunicato ai fornitori di latte ad alta qualità che a fronte della crisi economica e “del calo delle vendite di latte fresco” ,si è resa necessaria “una revisione dei costi di acquisto della materia prima”. La riduzione dei prezzi unilateralmente applicata da Parmalat è partita il lo scorso 1° gennaio. La Coldiretti, maggiore organizzazione di rappresentanza degli allevatori in Italia, aveva protestato “dichiarando lo stato di agitazione”, tanto da richiedere una mediazione istituzionale tentata dalla Regione Campania, in quanto la maggior parte dei fornitori sono del Sud Italia, ma non sono scaturiti esiti positivi. Dopo quella prima riduzione pari al a circa il 15% del corrispettivo pagato per ogni litro di latte, la stessa Parmalat successivamente ha deciso di applicare un’ulteriore riduzione al prezzo per litro che all’inizio dell’anno era di circa 45 centesimi di euro (al litro). Una situazione che ha messo in ginocchio decine di aziende agricole. I produttori nei giorni scorsi avevano anche protestato davanti agli stabilimenti Parmalat del Sud Italia