Secondo le accuse riciclavano denaro sporco nel Nord Italia, per questo i finanzieri del Gico di Firenze hanno arrestato in sette province otto persone, le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia di Firenze sono durate due anni. Sono stati sequestrati 25 immobili ubicati, oltre che nella nostra zona, nelle province Salerno, Prato, Lucca, Milano e Lodi, quattro società e diverse autovetture, per un valore complessivo di circa 10 milioni di euro.
Al gruppo che aveva scelto Prato, come base operativa da cui trasferire al Nord i soldi intrisi di sangue della nostra gente, è stato possibile anche grazie si avvaleva partecipava anche Salvatore Orabona, 37 anni, di Trentola Ducenta, personaggio ritenuto legato al clan dei Casalesi, secondo gli investigatori esportava in Spagna e Germania le auto rubate. Orabona lo scorso 12 dicembre, scampò ad un agguato tesogli da Giuseppe Setola, capo dell’ala stragista dei Casalesi arrestato nel gennaio scorso. In una banca di Prato aveva movimentato un milione di euro, in merito a questo il Procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi ha detto: "Le banche devono rendersi conto che il riciclaggio di denaro si realizza anche attraverso di loro; tutte le operazioni bancarie sospette devono essere segnalate. Questa sollecitazione al mondo bancario è un ‘mayday’ necessario visto che le banche sono destinatarie di norme precise in materia di riciclaggio e usura". Gli altri arrestati sono: Mario Papale, 36 anni, di Ercolano (Napoli); Alberto Tradii, 37 anni, di Lucca, Rosa Iacomino, 37 anni, di Ercolano (Napoli), Michele Iacomino, 64 anni; Antonio Iacomino, 60 anni, Giuseppe Zeno, 37

Di s.p.