Violare consapevolmente la legge è un qualcosa di inqualificabile, specie se lo si fa per costruire case abusive. Dalle nostre parti c’è la fissazione di ognuno di edificare quartini pur di diventare “padrone di casa”, una sorta di status sociale. Giugliano e suoi scandali ne sono l’esempio lampante un territorio mangiato dal cemento, soldi usati per autodistruggersi:
si potevano costruire altre strutture. Certa gente di Giugliano, come tutto il Sud, lamenta la disoccupazione ma anziché accogliere i turisti, quindi soldi e sviluppo, fa in modo che essi non arrivano mai in zona, è indecoroso che una città a pochi passi dal mare, che racchiude nel suo territorio un panorama lacustre unico sulle cui rive giacciono gli scavi dell’antica Liternum, e che nelle sue ultime campagne conserva peculiarità agroalimentari decantate fin dall’antichità e l’antica, rincorra il mito del quartino selvaggio. La seconda città della Campania non può accogliere personaggi che nulla contano che addirittura si prefiggono di “aiutare” chi è stato costretto a compiere abusi edilizi. La seconda città della Campania rimandi a casa qualche politico avvezzo a cambiare partito, a stento è noto a Lusciano, il quale ha la velleità di dare indicazioni di voto ai giuglianesi.