Il Ravenna Festival, che quest’anno è giunto alla sua ventesima edizione (14 giugno-18luglio), anche questa volta darà spazio al progetto di valorizzazione della musica del ‘700 napoletano voluto dal maestro Riccardo Muti, un periodo che non sarebbe errato definire aversano, visto che ne furono protagonisti Domenico Cimarosa e Niccolò Jommelli, entrambi nati ad Aversa, le cui opere ebbero una profonda influenza sul panorama europeo.
Nella scorsa edizione della prestigiosa Ricordo Muti diresse “Il ritorno di Don Calandrino” di Cimarosa e “Il matrimonio inaspettato” di Paisiello, altro pilastro del ‘700 partenopeo. Quest’anno il maestro Muti dirigerà “Demoofonte”, il dramma per musica in tre atti, composto da Niccolò Jommelli nel 1770. Il progetto coinvolge, quest’anno, oltre al Festival di Pentecoste di Salisburgo anche l’Opera di Parigi. Muti che tanto sta facendo per dare il giusto valore alla tradizione musicale napoletana, parlando alla stampa ha detto: «Dopo la prova generale dell’opera di Cimarosa – ricorda il maestro – il sovrintendente del festival Jurgen Flim mi ha detto: “Sentendo questa musica si capisce che Mozart non è piovuto dal cielo”».
s.p.