Lo stato non acquisisce solo i soldi che giacciono sui cosiddetti “conti dormienti”, i depositi bancari che non vengono movimentati da circa 10 anni, ma preleva anche i fondi relativi alle polizze assicurative che non vengono movimentati da almeno due anni dal decesso dei titolari. I soldi servono ad alimentare il fondo per risarcire le vittime dei crack finanziari.
Se l’acquisizione dei fondi bancari era nota, quella delle assicurazioni è passata in parlamento alla chetichella. Una vittima di questa legge predona è stato il Giacomo Urzo, un cittadino Quarto, che ha raccontato la sua esperienza a “Mi manda Rai Tre”.