"’La valigia con lo spago apre una finestra nuova sull’universo dei migranti, facendo raccontare dalla loro viva voce cosa significa l’esperienza della speranza, quando non si trasforma in sofferenza e dolore. In tutto il mondo è un dramma profondamente uguale per chiunque è costretto a migrare. Nella ‘valigia con lo spago’ si ricorda con forza il nostro compito di cristiano nel riconoscerci nell’incontro con la Fede e con il nostro affermare il valore della vita e della persona".Lo ha il cardinale Crescenzio Sepe, al direttore dell’agenzia Fides Luca de Mata, che sta appunto realizzando un programma tv dal titolo ‘La valigia con lo spago’ che andrà in onda su Raiuno in seconda serata a partire da lunedì prossimo 29 giugno. "L’emigrazione significa anche troppi bambini abbandonati dai genitori vittime della criminalità. La macchia della tratta dilaga avvolgendo donne indifese -ha proseguito Sepe – bambini ma anche uomini. Il mercato del sesso come una piovra avvolge il nostro vissuto facendo commettere orrori e meschinità indicibili. La valigia con lo spago -ha detto ancora il Cardinale Sepe – ci aiuta a liberarci di alcune convinzioni e luoghi comuni che fanno di tutti i rom una etnia di ladri, sfruttatori di bambini e donne. E’ vero queste sono cose che avvengono, ma avvengono ancora in mezzo a noi. Smettiamo di essere ipocriti"- ed ha concluso – "non possiamo essere, rimanere ciechi -ha proseguito- ma collaboratori di pace, di giustizia, di solidarietà. Il volto santo di Gesù. Non scordate che anche lui fu costretto a migrare per sfuggire all’ira di Erode. Il programma chiude con le parole di Benedetto XVI quando era ancora cardinale: ‘la comprensione per le persone ai margini della società, ai margini della Chiesa, per i falliti ed i sofferenti, per coloro che porgono delle domande, per gli scoraggiati e gli abbandonati, così da infondere fiducia e suscitare la volontà di sostenersi vicendevolmente e’ il vero nocciolo della moralità cristiana".