All’orrore non c’è mai fine, dopo il fan club del capo mafioso Totò Reina e quello del capo dell’ala stragista del Clan dei Casalesi, Giuseppe Setola, dai social network ed in particolare da Facebook arriva un vero e proprio obbrobrio: un fan club dedicato a Mario Alessi, l’individuo condannato all’ergastolo in primo grado per aver rapito ed ucciso il piccolo Tommaso Onofri, ed in precedenza per aver violentato una ragazza dopo aver legato ad un albero il suo fidanzato.
A differenza dei boss della criminalità organizzata, i cui tentacoli sono radicati sul territorio, basati proprio su un principio di affiliazione, e che godono purtroppo di numerose decine di fan, soprattutto in loco. Nel caso di Alessi la magra consolazione è che coloro che si dichiarano suoi fan sono solo due, già di per se un numero esagerato e ci auguriamo che rimangano tali. Plaudono ad un individuo reo confesso del rapimento di un bambino, e anche se in primo grado, è ritenuto colui che lo ha assassinato ,e ha violentato una ragazza ed in quel caso la condanna è stata confermata in via definitiva. Una realtà come Facebook che indubbiamente ha i suoi lati positivi, in mancanza di qualunque controllo, che sia preposto a vigilarne almeno minimamente le attività, si dimostra assai vulnerabile come in questo caso mostruoso.
Salvatore Pizzo