Padre Giuseppe Berton, nato a Marostica nel 1932, da quaranta anni è missionario saveriano in Sierra Leone. Laureato a Glasgow in filosofìa morale e logica. Dal ’64 al ’66 comincia la missione in Sierra Leone dove dal 1972 si stabilisce definitivamente; nel 1985 inizia a Bumbuna il Family Homes Movement (movimento case famiglia,
un gruppo di famiglie locali che ospitano in casa propria o assistono presso due case di prima accoglienza minori di tutte le età) riconosciuto dallo Stato nel 1996; nel 1997 ha aperto a Lakka — nella penisola di Freetown — un centro di accoglienza attivo per il recupero di orfani ed ex-bambini soldato. La Sierra Leone è uno dei paesi più poveri del mondo e la situazione si è ulteriormente aggravata in seguito alla guerra civile che ha purtroppo portato alla morte di migliaia di uomini donne e soprattutto bambini e terminata pochi anni fa. Le condizioni generali del paese e della città di Freetown sono rimaste molto problematiche nell’ultimo anno. Attualmente viste le mutate condizioni dei paesi vicini tantissimi rifugiati e sfollati stanno rientrando in Liberia (dove comunque la guerra è ancora in corso) e in Guinea. Freetown si sta spopolando di guineani e liberiani ma contemporaneamente si sta ripopolando di persone che arrivano dal Bush, l’entroterra povero e cruento dove si è combattuto fina a poco tempo fa. La società urbana è perciò in continuo mutamento non è in possesso di dati e non può fare previsioni. Inoltre la grave crisi economica e la corruzione diffusissima rendono di fatto inefficaci tutte le politiche pubbliche. Ovviamente la situazione più difficile la stanno vivendo i bambini, sia nel contesto urbano, sia nei villaggi e nelle zone periurbane. Sono molti i casi e i problemi che si presentano agli operatori che cercano soluzioni per una realtà fatta di abbandono, sfruttamento, violenza, malattia e denutrizione, dove ogni caso è unico e va ascoltato e accompagnato. Per questo il metodo dell’associazione F.H.M. si è rivelato l’unico in grado di perdurare e di accompagnare i bambini ex-soldato e i bambini di strada in un percorso di reintegrazione sociale. La famiglia è l’unico luogo in grado di riaccendere il desiderio di socialità dei bambini e fornirgli la circostanza in cui una personalità completa possa formarsi.
Sara Dacci
Sara Dacci
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