Terreni edificabili, attività commerciali e turistiche, quote societarie, il tutto per un valore complessivo di oltre 400milioni di euro. A tanto ammonta il sequestro di beni compiuto nei confronti di soggetti ritenuti legati al Clan maliardo di Giugliano. I sigilli sono scattati in varie regioni: Campania, Lazio, Calabria e in Emilia Romagna, ciò nell’ambito dell’operazione ‘Arcobaleno’ coordinata dalla Dda di
Napoli e condotta dal Gico della Guardia di Finanza di Roma, dalla squadra mobile della questura di Latina, dal Commissariato di Formia e dalle Fiamme gialle di Fondi. Dodici sono state le ordinanze di custodia cautelare. Tra gli arrestati c’è Giuseppe Dell’Aquila alias “Peppe o’ Ciuccio”. Il Clan Maliardo è storicamente alleato con il Clan dei Casalesi. L’elenco dei beni sequestrati è imponente: 30 società, 198 terreni, 457 fabbricati, automobili e motociclette e due imbarcazioni, per complessive 77 persone indagate. I beni sono stati individuati nelle province di Ferrara, Latina, Olbia Bologna, Cosenza e in località turistiche molto note come Scalea, Olbia e Ischia. Tra essi spiccano le aree ‘ex Desco’ di Terracina e Madonna delle Grazie di Fondi, Terracina, terreni a Sabaudia e Fondi, in provincia di Latina oppure Anzio e Lariano (Roma) e San Nicola Arcella, in Calabria, nonché dell’hotel “Orizzonte” e dell’omonimo centro commerciale a Giugliano. "L’operazione serve a dimostrare, ancora una volta, che pensare alla criminalità organizzata confinata in una sola regione – ha detto il coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, Alessandro Pennafilico – è una pura illusione. Gli interessi economici dei Mallardo hanno un carattere interregionale inserendosi in situazioni e contesti non direttamente collegati alla camorra".

Sal. Pi.

Di sal.pi