Gomorra, il prodotto editoriale e cinematografico che ha catapultato a livello mondiale ciò che decine di coraggiosi cronisti locali raccontano quotidianamente, da decenni, in maniera incessante, in questi giorni è stato rilanciato sotto il profilo pubblicitario dal Presidente del Consiglio, che è anche editore del volume in quanto la sua famiglia controlla la Mondadori, la casa editrice che lo ha pubblicato.
Berlusconi “criticando” il libro ha detto che esso contribuisce a danneggiare l’immagine dell’Italia nel mondo, affermazioni che ovviamente hanno riportato il volume al centro del dibattito, con tanto di scontato risentimento da parte del suo autore. Tutoli sui giornali e tanta pubblicità gratuita. L’abilità comunicativa del Presidente del Consiglio – imprenditore è indubbia, tuttavia rimane un dubbio: se il Clan dei Casalesi è stato così infastidito da Gomorra, come si dice continuamente durante le uscite promozionali del prodotto editoriale, tanto che si ritiene che vogliano uccidere il suo autore Roberto Saviano, non si capisce come abbiano fatto degli elementi di spicco del famigerato sodalizio criminale ad essere protagonisti in prima persona dell’omonimo film tratto dal famoso libro. Tanto da farsi pubblicità e guadagnarci anche, appare strano che dei camorristi di un certo calibro vadano a recitare la parte di se stessi. La realtà forse è un’altra: la ribalta mediatica ai camorristi piace, perché ne aumenta lo spessore criminale agli occhi della gente, poi il film Gomorra è stato girato nella zona che i Casalesi controllano militarmente, nella loro ottica è normale che ci guadagnassero qualcosa, lì non si muove foglia che loro non vogliano, in questo caso hanno guadagnato il compenso che sicuramente avranno preso per fare gli “attori”. E’ folle pensare che questi attori di camorra, nella fiction come nella realtà, abbiano agito senza l’avallo dei boss del Clan, a quest’ora sarebbero sicuramente all’altro mondo, del resto lo testimonia il fatto che vengono arrestati perché tuttora organici all’organizzazione L’ultimo a finire in galera è Giovanni Venosa è l´attore, nipote del boss Luigi Venosa “Gigino O’Cucchiere” boss di San Cipriano d’Aversa , che nel film fa la parte del giovane boss dai capelli rossi, fu arrestato anche nei mesi scorsi. Giovanni Venosa, alias “Giuvann’ O’ Russo”, è coinvolto nell’inchiesta relativa alle estorsioni alla darsena di Pinetamare, dallo scorso luglio era in una casa lavoro a Modena, per la precisione a San Giuliano Saliceto, ma secondo le accuse, anche dal modenese continuava ad imporre ad imprenditori e commercianti del nostro territorio il “regalo per i carcerati”, con lui sono finiti in carcere altri cinque, tra cui uno ritenuto molto vicino al boss-killer Giuseppe Setola. L’altro attore arrestato qualche mese fa è Bernardino Terracciano 53 anni di Villa Literno, che nella pellicola interpretava proprio “Zì Bernardino”, il Pm antimafia Sirignano per lui ha chiesto 10 anni di carcere. L’uomo è coinvolto nell’operazione Domizia, con lui sono coinvolti la moglie del superkiller Giuseppe Setola, Stefania Martinelli (9 anni); il maresciallo dei carabinieri Bolognese (9 anni) e Michele, Gianluca e Katia Bidognetti (15, 13 e 9 anni), 18 gli anni di reclusione sono chiesti per il killer Alluce. Un altro attore di “Gomorra” implicato in inchieste di Camorra è la comparsa, Salvatore Fabbrocino, il cui arresto avvenne grazie alle rivelazioni di Oreste Spagnuolo, uno dei tre presunti killer della strage di Castelvolturno catturati il 30 settembre scorso. Inoltre il giovane che nel film interpetra “Pisellino” recentemente è stato fermato dagli inquirenti, nel corso di un controllo scattato durante il banchetto nunziale di un altro personaggio in odore di Camorra. Tutte queste cose le sappiamo perché le hanno scritte decine di cronisti coraggiosi, che senza scorte e senza aver scritto “Gomorra” rischiano la pelle in silenzio. Lavorano per quei giornali che qualche big, gomorrista e super scortato, ha denigrato senza contraddittorio in una trasmissione di Rai Tre. Ha ragione il parlamentare Maurizio Gasparri che al momento dell’arresto di Venosa disse: "Più che per il record di incassi, Gomorra resterà alla storia come un film sfigato. Almeno per i presunti attori che vi hanno partecipato. Continuano a fioccare arresti di criminali a suo tempo stoltamente ingaggiati con ruoli da protagonista e poi ritrovati con le mani nel sacco. (…) Gomorra, sul cui valore civile non discutiamo, si sta rivelando sempre di più un film che di fatto ha finanziato dei criminali. E’ vero che andava rappresentata una verità estrema, ma era proprio necessario assumere dei delinquenti? La realtà ha veramente di gran lunga superato la fantasia. Tanto più che, come dovrebbero sapere Saviano e i produttori, c’e’ il rischio di continuare a remunerare dei camorristi".
Salvatore Pizzo