E’ appena arrivato nelle librerie “Napoli in cronaca nera” di Simone Di Meo e Giuseppe Iannini, un volume che in realtà parla anche delle dinamiche camorristiche del nostro territorio: in particolare delle vicende iniziali, alla fine degli anni ’80, che hanno visto l’ingresso del Clan dei Casalesi negli affari che riguardano i rifiuti e degli accordi con la politica in primis e poi il Clan Mallardo della
vicina Giugliano, per sversare anche nel loro territorio i rifiuti tossici provenienti dal Nord. In particolare si fa riferimento ad alcuni atti giudiziari, uno è molto eloquente, scrive un magistrato: «A una prima fase di effettivo sversamento dei rifiuti extraregionale nelle discariche autorizzate di Chianese e Vassallo, fece seguito, a partire dal 1992, una fase nella quale gli uomini del clan pensarono bene di non esaurire la capacità delle discariche autorizzate e di servirsi delle aziende dei gestori soltanto come copertura formale dei trasporti e dei conferimenti, che in realtà venivano destinati a siti totalmente abusivi. Anche quest’attività di copertura formale degli sversamenti illeciti veniva ovviamente remunerata».