Il taglio di circa 130.000 posti di lavoro per docenti e personale amministrativo in tre anni, sta uccidendo la scuola italiana. Per raggiungere questo disegno i politici hanno pianificato l’espulsione di massa dei precari, i quali in molti casi lavorano da anni nella scuola, la riduzione di ore di lezione e di materie, l’aumento fino a 35 del numero di alunni per classe, ciò specialmente alle superiori, il taglio al sostegno e la diminuzione dei fondi per il funzionamento delle scuole, per questo oggi molte sigle del sindacalismo autonomo hanno deciso di scioperare, manifestazioni si terranno in molte città italiane, altri sindacati per tutelare i diritti dei precari della scuola hanno intrapreso la strada giudiziaria.