Mentre i parlamentari eletti dalle nostre parti fanno approvare norme che difendono coloro che hanno distrutto con il cemento abusivo dei loro quartini le nostre miniere d’oro, che sono il patrimonio artistico – monumentale e patrimonio enogastronico, c’è chi non si arrende e rilancia nel perseverare per una strada che altrove sarebbe stata quella maestra e fonte di un enorme reddito.
Un esempio è la recente iniziativa che l’Associazione Cuochi Normanni guidata dallo chef Nino Cannavale, il quale sta cercando di rilanciare il nostro food nonostante le difficoltà che in un contesto come il nostro si incontrano. Cannavale per tutelare il nostro Asprinio di Aversa, che è un vino doc, ha promosso l’adozione delle viti maritate, sono altissime viti, alberate, che solo nelle nostre campagne esistono sono sorrette alle due estremità da pioppi. Altrove sarebbero un patrimonio intaccabile da sfruttare anche economicamente, qui un impaccio alla costruzione di case brutte, abusive e che non valgono nulla. Dice Cannavale: “Parlando con un mio carissimo amico che nonostante i suoi quasi 80 anni lavora ancora i campi, capii che le grandi cantine che sono sul nostro territorio comprano per pochi centesimi l’uva e la rivendono a caro prezzo, praticamente per i contadini non vale più la pena fare tanto lavoro per ricavarne niente. Giggino voleva tagliare le viti, ma per dissuaderlo gli ho proposto l’adozione delle sue viti e quindi insieme lanciamo questa sfida a tutela delle nostre tradizioni. Versando 100 euro si ha diritto a 50 litri di asprino nella vendemmia”. Un successo.
Salvatore Pizzo