La scuola italiana è affidata a politici che dimostrano sempre di più di non contare nulla in termini elettorali, con buona pace della meritocrazia il Pdl affida ruoli importanti nella gestione di un settore così vitale per l’Italia a chi non ha i voti. Poi pretendono di vincere le elezioni. Non lo dimostra solo il caso del tracollo di Milano dove la deputata bresciana Mariastella Gelmini, alle quale è affidata la titolarità del Ministero della Pubblica Istruzione, è scesa in campo mettendoci la faccia più che in altre città.Visto che lei è lombarda è una sconfitta pesante. I due sottosegretari di cui può avvalersi sono Giuseppe Pizza, segretario nazionale di un’evanescente Democrazia Cristiana che non si è presentata in nessun comune importante, e Guido Viceconte esponente del Pdl della Basilicata, dove i berlusconiani di certo non hanno brillato. Inoltre sembra che al ministero più dei sottosegretari conti un ex consigliere provinciale di Milano, si chiama Max Bruschi, di quanto consenso popolare sia portatore nessuno lo può sapere, ma a giudicare dall’esito delle elezioni i voti che Bruschi porta a casa sono davvero pochini. Eppure pochi giorni dopo il tracollo elettorale, con il piglio di chi decide veramente, esprimendosi in merito ad una delicata questione che riguarda le modifiche agli esami di terza media, dichiarava al Corriere della Sera: “Modifiche sono ancora possibili e siamo aperti ai suggerimenti”. E’ un consulente esterno e si esprime sulle scelte politiche del Ministero come se fosse Ministro o sottosegretario, evidentemente essere ex consiglieri provinciali di Milano dev’essere una caratteristica pesante nelle dinamiche del Pdl. I mal di pancia interni al partito dei berlusconiani sono più che giustificati, se poi comandano quelli che non prendono i voti. Di questo importante ex consigliere provinciale parlò anche l’esponente del Pdl di Parma Perla Genovesi, arrestata nei mesi scorsi, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo nell’ambito di un’indagine relativa ad un traffico di droga, la donna disse che gli chiese lumi sull’incidenza della massoneria nella designazione dei candidati alle elezioni, la vicenda non appare importante dal punto di vista delle indagini, ma da quello politico sì.
Gente “di mondo” che si trova a Parma