La Procura di Parma, anche se la faccenda non ha profili penalmente perseguibili, per dimostrare quale sia stata la condotta di Calisto Tanzi dopo il crack da 15 miliardi di euro che nel 2003 coinvolse la Parmalat, vicenda per la quale un mese fa è stato arrestato, ha detto che l’ex cavaliere del latte era il reale dominus della The Original American Bakery Srl, un’azienda dolciaria intestata alla moglie Anita Chiesi ed a Castrese Catone, imprenditore di Pastorano (Caserta), della nota famiglia che opera nel settore alimentare.


A volte le coincidenze sono strane, qualche ora dopo che il nome di Castrese Catone fosse proferito dal Procuratore della Repubblica di Parma Gerardo Laguardia, la Procura di Salerno, per altre vicende ha ottenuto l’arresto dell’imprenditore che adesso è ai domiciliari, così come altre 11 persone. L’accusa, contestata a vario titolo, quella di bancarotta fraudolenta, aggravata dalla rilevante entità del danno patrimoniale nella qualità di amministratore della società 2C che aveva market alimentari (marchio Despar) ad Aversa, Cava de’ Tirreni, Scafati, Vallo della Lucania, Nocera, Ariano Irpino e Lioni. Proprietaria di un importante insediamento logistico a Parma. Tra gli imprenditori coinvolti anche Rosario Caputo, presidente della Ibg spa (che imbottiglia e commercializza per il Sud Italia Pepsi Coca e altri marchi), presidente di Gafisud (la società di garanzia fidi di emanazione confindustriale) e patron della Juve Caserta Basket. Ai domiciliari sono finiti anche: Antonio Della Monica, presidente della Cavamarket s.p.a., Raffaele, Salvatore, Marcello, Massimo, Giovanni, Roberto e Vincenzo D’Andrea, Raffaele Capasso, già docente universitario, Marco Senatore. Inoltre, risultano iscritte nel registro degli indagati altre cinque persone, responsabili, secondo gli inquirenti, di essersi prestati ad acquistare in modo fittizio quote societarie senza corrispondere alcuna somma di denaro.

Di sp