Avrebbero compiuto truffe per complessivi 7 milioni di euro nella zona di Vicenza, alcuni di loro si accusano a vicenda e spunta anche la griffes criminale del Clan dei Casalesi, ma non sono stati dimostrati legami. Secondo le accuse gli indagati con la complicità della ragioniera di Vicenza Antonietta Bifulco, ordinavano la merce a nome di aziende e poi con una serie di trucchi riuscivano a rifilare assegni a
vuoto. Il maltolto veniva stoccato a Grisignano di Zocco, Grantorto (Padova), Valvasone (Pordenone) e Castel d’Ario (Mantova). Il principale indagato è Arturo Salvatore Di Caprio, 38 anni, originario di Maddaloni, residente a Cassino. Altri indagati hanno concluso il loro iter davanti al Gup Michele Siciliano, 44 anni di Mondragone ha avuto2 anni e 10 mesi, mentre Antonietta Bifulco (ragioniera di Vicenza), Claudio Picco di Costabissara (Vicenza) e Pietro Priante di Vicenza, sono usciti di scena con 3 anni 8 mesi di reclusione e 3 anni di reclusione, rispettivamente con il rito abbreviato e il patteggiamento. Di Caprio è domiciliari sta scontando una condanna a 8 anni di carcere per traffico di droga. Per gli altri indagati il processo inizierà il 18 novembre, sono: Roberto Brighetti, 48 anni, di Tivoli; Salvatore Giugliano, 52 anni, di Nola; Rosalba Gasparrini, 42 anni, di Castelgrande (Potenza); Romeo Felitti, 55 anni, di Vietri di Potenza; Walter, Oscar e Renzo Parise, rispettivamente di 58, 73 e 65 anni; Antonella Paiusco, 45 anni, di Camisano; Francesco Pandolfi, 54 anni, di Varese; Piero Rengo, 58 anni, di Villafranca (Vr); Federico Castellani, 43 anni, di Verona; Antonio La Torre, 54 anni, di Mondragone, anch’egli pentito; Ciro Schiattarella, 57 anni, di Portici e la scozzese Ann Gillian, 52 anni, moglie di La Torre.