Chi lo avrebbe mai immaginato che alla guida della Normanna ci fossero persone disponibili a simili cose.
Caserta vade retro!
Non ha limiti la spudoratezza dei casertani nel considerare la città di Aversa ed il suo hinterland come parte di quella loro vacua provincia, della cui esistenza francamente non se ne capiscono le ragioni. Adesso dopo aver depredato tutto il possibile, recentemente si sono presi persino gli antichissimi arredi dell’Asl (che ad Aversa non c’è più), stanno puntando sul calcio. Oramai hanno una sfacciataggine che è assai palese anche per colpa delle nostre classi dirigenti, che a tutti livelli sono genuflesse verso quella piccola località che si trova nei pressi dell’antica Capua. Nessuno dei maggiorenti della normanna Aversa ha il coraggio di ricordargli che la cosiddetta “Provincia di Caserta” è un’entità imposta al nostro popolo solo con la forza della legge, ma che non trova riscontro nella realtà dell’Aversano, dell’Atellano, del Casalasco e del Liternese che tutto sono, tranne che territori “casertani”. Ne fanno parte per imposizione e non per scelta democratica. Tutti i consigli comunali ed il Consiglio Regionale della Campania hanno votato per la nascita della Provincia di Aversa, che non sarebbe l’ennesimo carrozzone a spese dei cittadini, ma un bisogno sentito finchè esisterà una “Provincia di Caserta”. Il sindaco di quella località ha proposto la fusione della squadra dilettantistica della sua cittadina con l’Aversa Normanna, ma la cosa più assurda e che la dirigenza granata anziché spedire al mittente certe flatulenze, pare anche interessata mostrando persino entusiasmo. Spezzaferri e compagni sono degli imprenditori ed hanno tutto il diritto di perseguire i profitti, ma è bene che non usino il nome di Aversa a sproposito. In una nota la società, che fino a prova contraria si chiama Aversa Normanna, afferma che: “La riunione, che si terrà nei primi giorni della prossima settimana, servirà a far confrontare le parti coinvolte per iniziare un eventuale percorso volto alla nascita di una squadra provinciale in grado di disputare un campionato professionistico”. Alfonso Cecere, amministratore delegato granata, dice senza ritegno: “Sarà condizione per noi necessaria che lo stadio comunale di Caserta presenti i requisiti infrastrutturali richiesti dalla Lega Pro per la disputa del campionato professionistico di Seconda Divisione. Ringrazio ancora, a nome mio e del Presidente Spezzaferri, il dottor Del Gaudio per averci contatti e per aver mostrato di condividere un progetto da noi già ipotizzato negli anni passati”. Insomma l’Aversa Normanna forse se ne andrà a Caserta, diventerà casertana! Se fosse solo per lo stadio, in zona esistono quello di Casal di Principe e Giugliano, ma per certi Caserta è il massimo della vita. Il Presidente Giovanni Spezzaferri, addirittura non si fa nemmeno scrupolo di andare incontro a reazioni scomposte: nel suo futuro trasloco a Caserta vuole coinvolgere anche i tifosi dell’Aversa Normanna, che in quanto tali nulla hanno a che vedere con Caserta. Vicino ad Aversa si potrà tifare sempre Giugliano, ma ci sono Orta, Succivo, Frattamaggiore…. Poi Giugliano è contigua ad Aversa, è il terzo comune della Campania ed ha una storia millenaria . Dice il patron granata dal cuore filo casertano: «In effetti il Dott. Del Gaudio mostra le stesse intenzioni da noi palesate da qualche anno a questa parte. E’ stata sempre nostra intenzione creare una forza calcistica provinciale che potesse coinvolgere l’intera popolazione abitante sul territorio ed essere un grande valore aggiunto a livello sociale, sportivo e d’immagine. La strada eventuale da percorrere è lunga. Partiremo da questo primo incontro e se ci sono le basi metteremo in atto ogni più attenta valutazione per far in modo che tutta la provincia sia coinvolta in questo progetto, in particolare i tifosi dell’Aversa Normanna che da sempre ci sono stati vicini». Per ringraziamento vorrebbe farli andare a tifare nello stadio di Caserta. La gente di Aversa dov’è? Vergogna!
Salvatore Pizzo