L’Italia è uno strano paese: la maggioranza dei suoi abitanti vive di immagini, di mode, di illusioni dimenticando gli impegni, i doveri e le responsabilità. Con il declino e la prossima uscita di scena di Berlusconi, in tanti ( dai demagoghi dei partiti agli ambulanti dei mercati ) gridano ‘alle elezioni’. Le elezioni non sono il toccasana, il rimedio o il canovaccio del buono e del bello.
I furbi, i magliari, i truffatori, gli imbonitori ed i delinquenti – diffusamente presenti in ogni dove – se la spassano perché sanno che le elezioni sono spese e danni per il popolo beone e grasso che cola per le loro bocche fameliche. Nessuna elezione ha infatti eliminato ricchezze illecite,privilegi e guarentigie che noi continueremo a pagare – anche coloro che stanno per nascere e quelli che lo faranno in futuro – con cambiali invisibili ma reali. Il debito pubblico lo produce la casta e lo paga il popolo beone. Come hanno sostenuto – inascoltati – Giuseppe Prezzolini ed Indro Montanelli la pseudo democrazia all’amatriciana o al ragù è pilotata, gestita e spartita dalle tante lobby, bande e congreghe che appestano il suolo italico da decenni, anzi secoli. La soluzione ai problemi grandi, piccoli e mezzani d’Italia non è nelle mani dei capiscioni eletti ( anzi unti dalle solite logge ) ma in quelle della gente comune, di coloro che costruiscono e non fanno crollare giorno per giorno la baracca ( l’Italia ).
Gennaro Mariniello