“Sono medicinali che possono avere effetti collaterali anche gravi, leggere attentamente il foglio illustrativo”. Chi non ha mai sentito queste parole che concludono spot televisivi pubblicizzanti la vendita di farmaci cosiddetti da banco. Quelli che si vendono senza ricetta medica, prelevandoli dall’apposito espositore e usandoli come automedicazione. Si tratta quasi sempre di antidolorifici
definiti fans, ovvero, farmaci antiinfiammatori non steroidei, come il Brufen, Momendol, Moment, Neuronef, Spifidol, Aspirina, Vivin C per ricordane alcuni. Vengono pubblicizzati come pillole magiche, capaci di far scomparire ogni tipo di dolore (cefalea, lombalgie, dolori articolari) appena pochi secondi dopo essere stati assunti, autorizzando chi abbia un qualsiasi tipo di dolore ad acquistarne e farne uso senza prima chiedere almeno consiglio al medico di famiglia, indipendentemente dal fatto che soffra o meno di una qualsiasi malattia cronica. Parlo di malattie altamente diffuse, tra giovani e meno giovani, come allergie, ipertensione, diabete, cardiopatie. Malattie, per fortuna, meno frequenti come le neoplasie, le malattie del colon. Malattie psichiche come la depressione o l’ansia reattiva. Malattie molto diffuse nel sesso femminile, ma presenti anche in quello maschile, come l’osteoporosi e nei trattamenti anti rigetto per trapianti epatici o renali. Senza voler entrare nel merito dei danni prodotti alle persone sane dall’uso occasionale che secondo le statistiche, è responsabile del 7-10 per cento dei ricoveri di pronto soccorso per emorragia gastrica e problemi renali, o considerare l’abuso che spesso si innesca in chi utilizza prodotti di automedicazione, per chi soffre di una delle malattie elencate l’uso di antidolorifici auto prescritti crea problemi all’organismo e mette in pericolo l’efficacia della terapia normalmente seguita, al punto da mettere a rischio la vita stessa del paziente. Perché, è bene dirlo a chiare lettere, gli antidolorifici auto prescritti interferiscono in maniera seria, continua, inevitabile ma imprevedibile con i medicinali usati per curare le malattie prima elencate. Per essere chiari vi proponiamo un elenco dei prodotti utilizzati in malattie che di certo tutti i lettori conoscono, indicando quali sono le possibili conseguenze dell’uso di fans-antidolorifici auto prescritti su “consiglio” delle televisione, di amici, parenti, conoscenti ed altri. Sia chiaro non si intende fare terrorismo psicologico ma solo far capire che “sono medicinali che possono avere effetti anche gravi” cosicché vanno prescritti esclusivamente dal medico, meglio se di famiglia, anche se si possono acquistare senza ricetta essendo di libera vendita. In questa ottica segnaliamo che gli antidolorifici appartenenti alla categoria dei fans, pubblicizzati dai media (ma non solo) e venduti liberamente in farmacia, interferiscono con gli antiipertensivi di uso comune e diffusi come gli ace inibitori (ad es. Quark, Zantipress, Coversyl) diminuendone l’effetto, creando il rischio di insufficienza renale acuta, producendo iperpotassiemia. I sartani (ad es. Combisartan, Blopress, Valpression) e l’indapamide ( Ipamix) facendo aumentare il rischio di insufficienza renale acuta e provocando iperpotassiemia. I betabloccanti (Concor, Sequacor, Lodoz) dei quali riducono l’effetto. Interferiscono con i diuretici di uso quotidiano come ( per fare nomi commerciali noti) il lasix o l’igroton riducendone l’effetto diuretico, Interferiscono con gli anticoagulanti come la seleparina, il clexane, il tiklid, il fluxum, l’eparina, il sintrom, il coumadin utilizzatissimi dai cardiopatici cronici, nel post infarto, nel post intervento in chirurgia ortopedica e nelle chirurgie in generale, nel trattamento delle trombosi e delle flebopatie interferiscono aumentando il rischio di emorragia. Interferiscono con la digitale ( come il lanoxin ) aumentandone il livello nel sangue creando possibilità di intossicazione. Interferiscono con gli alendronati (ad es. Aledros e Fosavance) usati per il trattamento dell’osteoporosi provocando irritazione del tratto gastrointestinale superiore. Interferiscono con gli immunosoppressori come la ciclosporina e il metotrexate che sono usati nel trattamento dei trapiantati di fegato e di rene potenziandone l’effetto neurotossico, producendo riduzione dei globuli bianchi, anemia, ulcere delle mucose gastriche e intestinali, Interferiscono con i cortisonici come bentelan, medrol, deltacortene aumentando l’incidenza e la gravita di ulcere gastriche ed intestinali e provocando emorragie. Interferiscono con antibiotici come la ciprofoxacina (ciproxin), usata sia per problemi urinari che respiratori, provocando convulsioni. Interferiscono con gli anti depressivi diventati, purtroppo, di uso comune come entact, cipralex, elopram, fevarin, eutimil aumentando il rischio di emorragie esofagee e gastriche già presente nell’assunzione dei fans Come si vede l’elenco è lungo ma è solo parziale perché è limitato alle interferenze con i medicinali usati nelle malattie più diffuse e più frequenti. Malattie di cui il medico di famiglia è a conoscenza, cosicché può prescrivere il medicinale più adatto e meno dannoso a chi ha necessità di lenire uno stato doloroso, evitandogli quegli effetti “anche gravi” di cui fa cenno veloce l’avvertimento che chiude ogni spot pubblicizzante un qualsiasi antidolorifico. Effetti che non si possono evitare con l’autoprescrizione, sia perché il farmacista si limita a vendere quanto prelevato dall’espositore senza avere alcuna conoscenza dello stato di salute del paziente che, del resto, non gli compete conoscere, sia perché il paziente ignora le interazioni tra il prodotto scelto e quelli di cui fa uso abituale. Da qui la necessità di chiedere consiglio al medico di famiglia prima di fare uso di un fans ad azione antidolorifica. A buon intenditore… .
ANTONIO ARDUINO