“Anziani abbandonati a se stessi, costretti a pulire i loro rifiuti, minacciati con docce gelate nel cortile. Un vero e proprio ospizio-lager”. Era stato definito così l’istituto Sagliano l’8 febbraio di un anno fa dai giornalisti di Studio Aperto, il telegiornale di Italia Uno, che erano entrati con telecamere nascoste nella struttura di via Saporito. Intervistando uno degli anziani ospiti della struttura
riferirono di condizioni al limite della vivibilità, di trattamenti disumani, umilianti. “Presero –raccontava ai giornalisti uno dei ricoverati- un povero vecchio e lo menarono di brutto, poi lo portarono nudo in cortile e lo lavarono non con l’acqua tiepida o calda ma con la pompa dell’acqua fredda”. Una testimonianza choc, accompagnata da un commento inequivocabile : “Per questa vita da incubo i vecchietti della struttura e le loro famiglie sono costretti a pagare rette che vanno dai duecento ai seicento euro mensili”. Immediata la smentita da don Pasqualino De Cristoforo direttore dell’istituto che pur scegliendo di non dare spazio a repliche annunciò querele, limitandosi a commentare: “Ciò che è stato detto in televisione è una bufala enorme di cui qualcuno dovrà rispondere”. A distanza di quasi due anni il sacerdote, responsabile anche della parrocchia di San Francesco, decide di fare chiarezza dando a noi quelle risposte che tanti aspettavano fino dall’8 febbraio. “Il motivo della mia scelta nasce dalla soddisfazione intima che provo nel vedere risolti i problemi di asocialità da cui era affetto proprio quel “povero vecchio” che secondo Studio Aperto era stato lavato, nudo, in cortile con l’acqua fredda” esordisce mostrandoci Francesco il “povero vecchio” che per lui ha una vera e propria venerazione. “Francesco, che proviene da Castellammare di Stabia, è nato nel 1921 e –racconta don Pasqualino- prima di essere ospite fisso al Sagliano viveva nei pressi del locale caldaie dell’ospedale Moscati di Aversa”. “Per dargli una sistemazione decente –continua- sia i carabinieri che gli assistenti sociali lo hanno portato qui per tre volte ma è scappato ogni volta, dimostrando una vera e propria asocialità, associata ad una violenta aggressività”. “L’ultima volta che è arrivato –ricorda il sacerdote- era il mese di agosto, Non si lavava da chissà quanto tempo così puzzava tantissimo, sia lui sia gli abiti. Lo abbiamo spogliato e lavato in cortile con la pompa. Me ne sono occupato personalmente”. “Ma –aggiunge- era mezzogiorno del 14 agosto, pensate se potesse mai essere fredda quell’acqua”. Dunque il “povero vecchio” “umiliato” secondo Studio Aperto era Francesco che dopo quella “lavata” è rimasto al Sagliano. Toccato nell’intimo dall’amore e dalle cure prestategli dal sacerdote e dal personale non è più scappato inserendosi in comunità e diventando il primo estimatore di don Pasqualino, come ci conferma lui stesso abbracciando il sacerdote e gridando “alleluia”. Quanto alle condizioni di vivibilità al limite segnalate nel servizio di Studio Aperto, sarebbe bastato fare un giro, anche con telecamera nascosta, nell’intera struttura per rendersi conto della realtà vera. Noi lo abbiamo fatto, naturalmente presentandoci al Sagliano a sorpresa, senza farci annunciare. Erano da poco suonate le dodici quando siamo arrivati. Gli ospiti erano a tavola, serviti ed assistiti dal personale che aiutava quelli che non erano capaci di fare da soli. Dalla sala mensa siamo passati nelle camere del “lager” che, nei su tre piani, può ospitare comodamente 80 persone. Le abbiamo trovate arredate come quelle di un albergo di buona qualità. Servizi privati con doccia e bidet, funzionanti con acqua calda e fredda, alcune delle camere provviste di apparecchio televisivo, condizionatore con telecomando presente in tutte le stanze al secondo e terzo piano e in parte di quelle al primo piano, dove in mancanza sono utilizzabili stufe elettriche rigorosamente rispettose delle norme Cei in fatto di sicurezza. Pavimentazione a parquet in tutte le stanze del secondo e terzo piano realizzate una decina di anni fa. Quanto alla retta, comprensiva di alloggio, vitto e assistenza a 360 gradi non è fissa e non è legata al tipo di sistemazione (camera singola o doppia, con o senza condizionatore), scelta esclusivamente dall’ospite, ma dal regolamento della “Fondazione Sagliano” che la fissa nell’80 per cento della pensione percepita dai singoli ospiti, se percepita perché il cosiddetto “mandicicomio”, che festeggerà i 100 anni di vita nel 2012, è aperto anche a chi non ha disponibilità economica, affinché ciascuno contribuisca a seconda delle proprie possibilità. Infine una parola sul cortile che in realtà è un ampio spazio verde antistante un frutteto ricchissimo.
ANTONIO ARDUINO