Dichiarazione del papà di Carmen Di Guida: A seguito dell’omicidio stradale di mia figlia, l’unico dato certo sembra essere il mancato uso del casco, ma non è così, abbiamo tanti dubbi ci poniamo tante domande, ma chi di dovere e competenza devono darci una mano affinché venga alla luce la verità’. I nostri dubbi sono: la velocità della macchina che ha presumibilmente urtato il motorino, anche se il limite indicato dal cartello stradale su quella strada era max. di 40 km se veramente la persona che viaggiava nel limite di velocità avrebbe osservato il limite della segnaletica, l’impatto sarebbe stato così devastante? Ricordo che il conducente della macchina è risultato positivo alla cannabis, di conseguenza non lucido e x questo non doveva essere alla guida dell’auto. Il motorino era guidato da nostra figlia? Anche perché mia figlia non aveva il patentino, per che’ noi genitori non ne abbiamo mai voluto comprarlo a nessuno dei nostri tre figli. Al momento dei rilievi effettuati dalla polizia municipale, mancava il motorino oggetto del sinistro ci chiediamo:, questa manomissione rappresenta un elemento inquinante per una corretta indagine in corso? L’assenza del motorino, elemento mancante per le indagini in corso, di conseguenza inquinamento di prove? Altro dubbio: il motorino dell’incidente, sembra non essere assicurato, se è così perché’ non sono stati effettuati controlli dopo l’ennesima tragedia? Vorremo una risposta prima di piangere altre vittime. Facciamo appello a tutti coloro che erano presenti o residenti sul luogo dell’incidente a contribuire alla verità dei fatti mettendosi in contatto con lo sportello dell’associazione nazionale vittime della strada di aversa,(anche in forma anonima) o con l’avvocato Gianmarco Cesari legale della famiglia Di Guida, per la ricostruzione dei fatti e in la difesa della famiglia Di Guida.

Di red