La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha arrestato il sindaco di Casapesenna Fortunato Zagaria (nella foto), omonimo ma non parente del boss. L’ingegnere 57enne è accusato di violenza privata nei confronti del precedente sindaco del Comune, Giovanni Zara. Parlando “a nome del boss”, avrebbe invitato il suo predecessore (di cui egli era vice sindaco) a non assumere iniziative pubbliche contro la camorra perché al mammasantissima non piacevano.
La Dia ha perquisito anche le abitazioni di alcuni consiglieri ed ex consiglieri comunali. E’ indagato anche il consigliere comunale Luigi Amato, ritenuto molto legato al capoclan; per lui il gip ha rigettato la richiesta d’arresto, ritenendo che non sussistessero le esigenze cautelari. Agli atti dell’inchiesta c’è anche una telefonata del Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni, a Fortunato Zagaria, che gli avrebbe dato consiglio sulle dimissioni dei consiglieri comunali che decretarono così la fine dell’amministrazione Zara. Va precisato che Maddaloni non è indagato. Fortunato Zagaria al momento dell’arresto ha accusato un malore e adesso è ricoverato all’Ospedale “Moscati” di Aversa. Tra le contestazioni mosse a Fortunato Zagaria, c’è anche il tentativo di costringere Zara a non partecipare ad un convegno in un bene confiscato a Luigi Venosa detto “O’ Cucchiere”. A Zara sarebbe stato comunicato di non fare elogi alle forze dell’ordine, altrimenti avrebbe “fatto la fine” di Antonio Cangiano, ex vicesindaco di Casapesenna nel 1998, gambizzato in piazza e da allora costretto a vivere su una sedia a rotelle.