La Principessa Yasmin von Hohenstaufen, ha emesso una nota con la quale ha fatto sapere di aver “ricevuto un rapporto entusiastico della sezione Unesco per la tutela del Patrimonio Immateriale e per l’instaurante progetto di dichiarare Carditello Patrimonio dell’Umanità”. Si legge nella nota. “Il Team Ucert fondato da Sair Yasmin, coordinato dall’eco scienziato architetto Guido Pelliccioni dissente dalla soluzione anacronista ricettiva alberghiera e conferma la necessità di una visione complessa dei sistemi per la soluzione problematica delle esigenze del territorio, coniugando l’ecothecnology al progetto musealizzazione che si distacchi da una tipica visione retorica ed ottocentesca dei lavori socialmente utili o dell’edonismo alberghiero, in un posto ove il panorama è esso stesso divenuto la metafora del Titanic”.
La Principessa Yasmin ha dichiarato: “In qualsiasi momento i legali del Green Princes Trust possono rivendicare la restituzione del territorio quale bene monastico dinastico imprescrittibile ed irrinunciabile longobardo normanno svevo e non ci lasceremo sconfiggere dalle depredazioni, nè incantare dalla retorica della soluzione qualunquistica della solita attività di lavori socialmente utili o arti e mestieri, o peggio della mera recettività alberghiera. Per mutare il destino del genius loci , occorre una vera rivoluzione copernicana, facendo appello all’ipermananagement e leadership, ben vengano le proposte che stimolano la creatività se comunque testimoniano ,al capezzale del moribondo, la volontà struggente di adoperarsi con ogni mezzo per la rianimazione. Dice con toni ottimistici Yasmin von Hohenstaufen: “Sono certa che i simpatici scugnizzi che hanno depredato il patrimonio, qualche giorno , dopo tardivo pentimento, arriveranno a restituire il maltolto, ed io confido, nella loro dignità di matrice longobarda ove l’onore è il genius loci dello spirito ed il disonore propaga sciagura nel dna del territorio e per secoli nelle prosapie. Mi appello ,a quello che definisco il mio amato popolo longobardo normanno svevo, affinchè non voglia assistere al tramonto inglorioso metafora dell’araba fenice del riscatto di tutto il territorio dei Regi Lagni.