(per Nero su Bianco) Dopo l’ufficio del Giudice di pace che Aversa rischia, ma sembra essere certezza, di perdere per un’incomprensibile razionalizzazione della spesa decisa per il settore, la città rischia di perdere anche la sezione distaccata del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per inadeguatezza e poca sicurezza dei locali di via Corcione che la ospitano. Basterebbe un
controllo dei tecnici dei vigili del fuoco o della medicina del lavoro per decretare la chiusura dell’edificio che si presenta strutturalmente inadeguato ad ospitare una sezione distaccata di tribunale essendo stato progettato per civili abitazioni e successivamente adattato ad uso ufficio. Una realtà, quella della inadeguatezza strutturale, segnalata più volte da avvocati e utenti, espressa a chiare lettere in un avviso diretto al pubblico per regolamentare l’accesso alle cancellerie e l’utilizzo dei telefoni cellulari all’interno dell’edificio. Come se non bastasse a dare spazio a ipotesi di insicurezza della struttura è un avviso sottoscritto del coordinatore dei Giudici di Pace messo in bella evidenza accanto alla porta d’ingresso degli uffici posti al primo piano che recita: “In considerazione dell’inadeguatezza dei locali ospitanti la cancelleria civile, mancanza di idonei spazi, nonchè sovraccarico dei solai si dispone che gli utenti possano accedere a turno alla predetta cancelleria nel numero massino di tre per volta. Quanto sopra al fine di evitare un ulteriore sovraccarico dei solai e consentire nel contempo una più razionale gestione dell’utenza stessa. La guardia giurata di turno avrà cura di disciplinare l’accesso alla cancelleria civile secondo le modalità di cui sopra”. Un avvertimento che sottolineando la necessità di “evitare un ulteriore sovraccarico dei solai” e imponendo agli utenti di accedere nel “numero massimo di tre per volta” lascia spazio all’ipotesi che il solaio in oggetto possa crollare in maniera improvvisa. Considerando che l’avviso è datato 22 dicembre 2010, se per “sovraccarico dei solai” dovesse verificarsi un crollo nell’edificio sarebbe il solito, classico dramma annunciato del quale si adrebbero a cercare responsabili e responsabiltà. Perché non intervenire prima che l’ipotesi si trasformi in tragica realtà?
ANTONIO ARDUINO