Secondo quanto riportato nella relazione stilata da Carmine Gambardella, commissario straordinario per la realizzazione e la gestione del digestore anaerobico, Santa Maria Capua Vetere non risulta essere il sito adatto per la collocazione dell’impianto. Il fascicolo contenente l’analisi effettuata, è stato consegnato alla Provincia e alla Regione, comunicando sostanzialmente un parere
sfavorevole. L’area dell’antica Capua viene così liberata da un fardello che per molto tempo aveva inquietato i sammaritani. Si allontana in questo modo il pericolo di un peggioramento della già problematica situazione ambientale. Il luogo indicato presso lo Stir (stabilimento di tritovagliatura e imballaggio) sulla strada provinciale Santa Maria Capua Vetere – Aversa, non risulta essere idoneo, sia per la presenza dello stesso impianto Stir e per l’evidente sovraccarico ambientale, sia per l’immediata vicinanza del carcere e del centro abitato. Altre motivazioni, sono invece da ricondurre a problematiche economiche. Risulta infatti, troppo costoso l’intervento perché la struttura necessitando di spazi più ampi, avrebbe indispensabilmente condotto a porre in essere l’espropriazione di alcune proprietà private, comportando un aggravio di costi non sostenibile.
Il rapporto redatto da Gambardella, si conclude con una decisione che, inevitabilmente per le cariche che ricopre e per la sensibilità nei confronti del patrimonio campano, tende a salvaguardare una zona fortemente inquinata, ma dalle incredibili potenzialità turistico-culturali. L’area in questione infatti, è favorita da un ricchissimo patrimonio, a breve distanza vi sono i resti del’antica Capua con il celebre Anfiteatro campano, primo anfiteatro del mondo romano che servì da modello per la realizzazione del Colosseo.
Al momento si stanno vagliando siti alternativi a Santa Maria, tra quelli presi in considerazione vi è il vicino comune di San Tammaro, che ha già dato disponibilità per allocare l’impianto.
Ester Pizzo