Oggi le aziende soffrono la crisi e vengono ultra tassate. Noi vogliamo offrire aiuti concreti per ridurre i costi che frenano la competitività delle imprese di Parma. Le politiche economiche e legate al mondo del lavoro le individua lo Stato, ma il Comune deve intervenire proponendo diverse iniziative che incidano sul lavoro e sulla tutela delle risorse e dei cittadini.
I costi sostenuti dalle aziende locali per lo smaltimento ed il recupero dei rifiuti sono fuori mercato e non per la mancanza di un inceneritore che potrà trattare una minima parte dei rifiuti speciali prodotti ma per la mancanza di reale concorrenza rispetto ad Iren. Il Comune può contribuire a dare un impulso all’economia. Deve intervenire con una pianificazione dei servizi, facilitando l’apertura di nuove imprese, attivando uno sportello di aiuto non solo di semplice informazione ma che sia davvero utile, pratico ed efficiente. Il Comune deve dare la possibilità di aiutare velocemente le imprese, gli artigiani rendendosi propositivo e fornendo assistenza a costo zero per risolvere problemi pratici su salute, sicurezza dei lavoratori, formazione. Questo sportello deve fornire ad esempio supporto e consulenza per ridurre i costi esorbitanti sostenuti dagli imprenditori per la gestione degli scarti. Noi vogliamo un Waste Manager che analizzi le tipologie di rifiuto prodotte da ogni categoria e proponga i metodi migliori per la raccolta differenziata dei materiali nobili con un listino prezzi semplice e chiaro delle aziende disponibili sul territorio a trattare i materiali. Noi siamo per un circolo virtuoso che crei occupazione e faccia nascere nuove aziende sul territorio e che diano servizi a prezzi più concorrenziali degli attuali. Dobbiamo smettere di pensare al rifiuto come ad un costo: per i materiali che vengono conferiti ai Consorzi di recupero vengono corrisposti contributi che in certi casi permettono di fornire il servizio a costo zero per le aziende. Noi siamo per attuare politiche che tutelino l’ambiente e che diano nuove opportunità di lavoro nel settore. Vogliamo attivare percorsi virtuosi in ambito commerciale e rafforzare le piccole imprese che sono la principale forza produttiva. Il Comune deve rinunciare a parte delle sue entrate specifiche liberando risorse ad aziende virtuose che eseguano investimenti sull’esistente o su nuove attività, oppure che assumano nuovo personale o regolarizzino i precari. Pensiamo a tutti i lavori che si possono incentivare nella nel campo della ristrutturazione energetica, impiantistica, strutturale, sismica, del patrimonio edilizio pubblico e privato. C’è da lavorare per decenni sena aumentare di u metro cubo il costruito. Per aziende che si attivino in tal senso il Comune deve diminuire al minimo l’importo dell’IMU per la parte competente, diminuire la tassa rifiuti, diminuire l’addizionale IRPEF, diminuire gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. I fondi regionali per il rilancio dell’economia dei comuni e i fondi per le attività produttive devono essere utilizzati e resi disponibili per le aziende virtuose che avviano i processi citati. Vogliamo un Comune che si attivi per favorire la formazione con processi di riconversione dei cittadini che hanno perso il lavoro o per giovani in cerca di occupazione. La Regione e l’Unione Europea prevedono fondi formativi ma spesso non si usano perché non si conoscono o per la complessità delle procedure. Il Comune deve essere un punto di contatto per le aziende favorendo un tavolo tecnico di aiuto fra imprese e parti sociali (lavoratori e sindacati) ponendosi come moderatore attivo fra le parti e riducendo al minimo la paurosa macchina burocratica e abbattendo i tempi di gestione di ogni singola pratica comunale. La pubblica amministrazione locale deve legare gli appalti e gli acquisti (beni, strumenti, servizi) attraverso un piano di interventi che favorisca l’occupazione sempre nell’ottica della trasparenza radicale e della meritocrazia, della velocità e dell’efficienza. I bandi della pubblica amministrazione devono favorire le aziende che propongano investimenti strutturali e nuova occupazione attraverso gli sgravi fiscali locali citati. Siamo ancora in tempo per cambiare direzione ma lo dobbiamo fare subito e a partire da ognuno di noi senza aspettare i grandi programmi di partiti ormai morti politicamente.
Federico Pizzarotti (attuale Sindaco di Parma, nota diffusa quanto era Candidato Sindaco)
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Occhio su Parma
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Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati.