Gli inquietanti contorni di un Comune imprenditore, impresario, speculatore che ha operato sul mercato immobiliare e finanziario come un soggetto privato tra soggetti privati, utilizzando però danaro pubblico e piegando norme di legge all’indirizzo dell’interesse privato, hanno improntato di sé l’intero sviluppo economico-produttivo, sociale, culturale della città.

Parma è stata trasformata in un gigantesco mercato, per sostenere il quale sono state create bolle immobiliari, fatti lievitare prezzi e valori delle aree e degli affitti, scelti i partner economici, agito sulla leva finanziaria e immobiliare, speculato sul mercato finanziario dei titoli derivati, accumulato in investimenti azzardati e al buio debiti ingentissimi, che, accordati con incredibile disinvoltura da banche compiacenti, senza le sufficienti garanzie, sono lievitati esponenzialmente, facendo esplodere un sistema di governo delinquenziale.

A fronte di tutto questo è crollato il comparto dell’edilizia, con la drammatica perdita di posti di lavoro; la crisi rischia di investire settori strategici dell’economia locale, dal comparto metalmeccanico a quello agro alimentare sino a quello dell’artigianato e del commercio. La bolla immobiliare e l’espansione incontrollata della città, realizzata in modo scellerato a scapito di un equilibrio ambientale e della stessa identità urbana, non solo non ha fornito una risposta efficace al tema della casa a prezzi accessibili per tutti, ma gli affitti sono ancora tra i più alti e le procedure di sfratto e di mobilità sono in preoccupante aumento.

Anche la Relazione finale sulla gestione commissariale di Mario Ciclosi, nella parte dell’analisi indica una correlazione fra dissesto finanziario, corruttela amministrativa e speculazione privata.

Il Piano finanziario 2012-14, predisposto dal Commissario, tuttavia, nel prefiggersi il risanamento del debito, scarica sulla cittadinanza in modo squisitamente antidemocratico tutti gli oneri, persino le pretese delle società private e delle banche corresponsabili del disastro, senza prevedere il tempo necessario all’accertamento delle responsabilità e al perseguimento dei responsabili, giacché disegna un rientro dal debito in cinque anni, a marce forzate tramite la triplicazione del prelievo fiscale (con particolare riferimento all’aliquota dell’IMU), la cessione di beni municipali, la contrazione dei servizi, la mortificazione della spesa sociale e culturale.

In realtà la “ricetta Ciclosi”, improntata all’unico principio del totale fulmineo risanamento del debito, senza distinguere i responsabili dalle vittime, traccia una linea politica sotto i panni della mera burocrazia contabile. ponendo una sorta di pietra tombale su tutto ciò che è stato, sulla genesi del debito, sui responsabili.

La Commissione di Audit intende evidenziare con forza che il piano di Ciclosi impone ai cittadini tasse e sacrifici praticamente insostenibili e soprattutto iniqui in mancanza di un’inchiesta che acclari le vere ragioni d’ogni quota del debito parmense.

È un piano inaccettabile per affrontare la grave situazione del Comune di Parma, che al contrario è da valutare attraverso il filtro politico della pubblica utilità e dell’insostituibile bene dei cittadini.

Tale piano finanziario peraltro è in corso di realizzazione già da alcuni mesi: la macchina comunale sta predisponendo vari interventi improntati all’idea di ripianare il debito, attraverso sforbiciate indiscriminate alla spesa sociale, aggravio della leva fiscale, svendita del patrimonio pubblico, scadenze capestro, risarcimenti e penali a carico del municipio, che di fatto lascia indenni e più ricchi i rapinatori delle casse comunali e chiama a pagare in loro vece chi il furto l’ha subìto.

Seconda assemblea pubblica per la commissione di audit nata dalla società civile per avviare un’inchiesta sul debito pubblico del Comune di Parma. Durante l’incontro, fissato per giovedì 5 luglio alle 21 presso il Centro di via Bizzozzero

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Numerosi cittadini campani consumatori dei prodotti dell’industria parmense, interessati alla realtà di Parma, ci hanno chiesto di fornire un’informazione minima inerente anche la città e la provincia ducale, noi ci proviamo specificando che non abbiamo preclusione di dialogo nei confronti di alcuno. Siamo ben consapevoli che tantissimi sono i nostri conterranei che sono elettori a Parma e provincia, altri pur non vivendo nel Parmense sono clienti delle aziende che producono nel territorio ducale, questi fattori saranno la stella polare della nostra sinergia. Consapevoli che la nostra area territoriale di riferimento “Aversa – Giugliano” è tra le più densamente popolate d’Europa, se non del mondo, che interessa molto a chi opera nei vasti mercati.


Di red