(Occhio su Parma) In data 3 luglio, su alcune testate locali, è stato pubblicato un articolo riguardante l’organo rappresentativo della città, il Consiglio Comunale, dando dello stesso un’immagine immobilista e di smarrimento. La causa, si legge, è la mancata composizione delle commissioni consiliari, e dunque la relativa impossibilità di discutere le delibere, fino alla data del 26 luglio prossimo, nel parlamentino cittadino.

Il concetto espresso dagli articoli in questione, che si caratterizzano con parole forti come “caos in consiglio” o “il Movimento 5 Stelle arranca”, con malcelata evidenza tende a disegnare un quadro di incapacità ed imperfezione della maggioranza consiliare. Ma dal momento che mi sento preso in causa, è ora giusto e sacrosanto rettificare, questa volta sì, l’impreciso resoconto degli articoli in questione: in data 25 giugno, 9 giorni orsono, il Movimento 5 Stelle aveva già pronti i nomi dei consiglieri che sarebbero andati a formare le commissioni consiliari (organizzati, rispettivamente, da quattro membri della maggioranza e da 3 della minoranza). Il problema, semmai, è dato dalla composizione poco organica della minoranza: fatta eccezione del Partito Democratico, che è formato da sei eletti, gli altri movimenti sono rappresentati da un solo consigliere. È perciò difficile, causa questa intricata composizione, che tutti i colleghi della minoranza riescano a ricoprire, con le proprie individualità, ogni commissione consiliare. Per questo motivo si è dato tempo, e modo, ai colleghi della minoranza di mettersi d’accordo sulla rosa dei nomi da inserire nelle commissioni consiliari. Ma nella scorsa conferenza dei capigruppo (lunedì 2 luglio) al Presidente del Consiglio Marco Vagnozzi sono stati presentati, ancora una volta, i soli nomi della maggioranza. Questo, in definitiva, ha generato il ritardo sottolineato dalla stampa locale. Nessun arrancamento, dunque. Mi preme, comunque, condividere con la stampa una precisazione, giacché alcune questioni pare non siano tanto chiare ai quotidiani stessi: il Consiglio Comunale è l’organo politico formato da una maggioranza ed una minoranza che, a loro volta e insieme, rappresentano la città, e non la singola parte dei propri elettori. La struttura, in sintesi, è composta da un blocco unico di eletti. Se perciò qualcosa del Consiglio, in quanto tale, presenta difficoltà, non è a causa della sola minoranza o della sola maggioranza. In democrazia, infatti, è il potere esecutivo (in questo caso la Giunta) ad essere espressione della maggioranza, ma il potere legislativo, o deliberativo, è espressione della maggioranza e della minoranza insieme. In estrema sintesi se si sbaglia, si sbaglia tutti. Qualora si dovesse criticare il Consiglio, in un contesto di formalità e burocrazia, trovo più corretto farlo nella sua globalità: giudicare la sola maggioranza è sintomo di mal conoscenza della democrazia stessa.

Marco Bosi, Capogruppo – Movimento 5 Stelle – beppegrillo.it

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