Il tavolo c’è ma non si vede. Il fatto sarebbe normale considerando che il tavolo è quello destinato a permettere ai non vedenti di giocare a ping pong se non fosse che il 16 giugno 2011, in un comunicato diffuso alla stampa, l’Amministrazione annunciava: “Arriva al Comune di Aversa, su iniziativa dell’assessore allo sport il tavolo showdown, un tavolo da tennis adatto ai disabili visivi su

richiesta dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti”. Un acquisto, sottolineava il comunicato, che poneva Aversa di diritto tra le prime città della penisola dotate di questo tipo di attrezzatura sportiva. “Il tavolo –precisava la nota- sarà allocato nel Palazzetto dello Sport dove sarà allestito un angolo apposito onde consentire, di concerto con l’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti, agli interessati di poter usufruire dell’attrezzatura”.”Con questa iniziativa – affermava l’assessore – si va ad incentivare la pratica sportiva dei non vedenti e degli ipovedenti, allo scopo di migliorarne il benessere psico-fisico, continuando la lotta per l’abbattimento delle barriere architettoniche-culturali e creando nuove occasioni di aggregazione e socializzazione”. “Organizzeremo, infatti –continuava il comunicato- dei tornei per far giocare e partecipare tutti, non vedenti e vedenti che potranno dotarsi di una mascherina apposita per oscurare la vista perché nessuno debba sentirsi diverso”. “Questa è un’altra iniziativa dell’amministrazione posta in essere perché nessuno, nonostante le proprie difficoltà, debba sentirsi escluso mai” concludeva il comunicato aprendo uno spiraglio di luce ai non vedenti. “Quel tavolo, costato circa duemila euro, non è stato mai usato” dice Marco Olivetti rappresentante locale dell’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti che aveva chiesto l’acquisto. “Dopo la dimostrazione fatta il giorno della consegna –continua- il tavolo showdown è stato piegato e riposto nel deposito degli attrezzi. Perché avendo necessità di una specifica collocazione che, ad oggi -come ricorda una nota trasmessa il 5 novembre al sindaco dall’Unione Italiana Ciechi- non c’è, non può essere sistemato nel palazzetto dove creerebbe ostacolo alle attività che si svolgono quotidianamente”. Abbiamo verificato presso il responsabile della struttura che ha confermato quanto dichiarato da Olivetti. Il tavolo è ben piegato e conservato nel deposito attrezzi del palazzetto in attesa che venga portato altrove perché se dovesse essere utilizzato necessiterebbe di essere montato e smontato subito dopo per liberare lo spazio del palazzetto occupato ogni giorno dagli sportivi aversani. Del resto, come ha ricordato il responsabile della struttura, il tavolo era stato collocato nel palazzetto solo in maniera provvisoria, in attesa della sistemazione definitiva. Se fosse arrivata la città di Aversa non solo avrebbe davvero dato uno stimolo ai non vedenti ma avrebbe potuto promuovere anche se stessa, organizzando tornei dedicati come fatto a Bologna e Firenze dove lo shwodown è ormai un appuntamento tradizionale che richiama appassionati da ogni parte della penisola.

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