(Occhio su Parma) I tagli alla scuola pubblica sono ritornati d’attualità ma molti dimenticano che alla base del suo funzionamento, oltre agli insegnanti, ai dirigenti scolastici ed al personale ausiliario – tecnico – amministrativo (Ata), va difeso anche il lavoro di coloro che devono coordinare l’assetto scolastico sul territorio: i dipendenti di quello che una volta si chiamava Provveditorato agli Studi e che oggi la burocrazia ha battezzato con il nome di “Ambito Territoriale, Ufficio 13° di Parma”.
In questo clima di riduzione e tagli bisogna vigilare che non vi siano altre amare sorprese, anche per quanto riguarda questo segmento della scuola. Salvatore Pizzo, Portavoce dei Maestri Autoconvocati, a tal proposito afferma: “Spesso i funzionari che operano in queste strutture devono dare applicazione a norme assurde, cercando di agire nella maniera più equa possibile, anche se talvolta il buon senso non basta e sono inevitabili i contenziosi” – continua Pizzo – “Per noi si tratta di rappresentanti dello Stato che sono vicini ai cittadini, non vogliamo che la presenza di questo presidio sia ridotta. Il loro lavoro è quello di dirimere le questioni e far funzionare le scuole dando quel supporto necessario, che certamente non ci possono dare gli uffici che stanno a Roma o a Bologna” – aggiunge Pizzo – “l’ex provveditorato ci garantisce la trasparenza necessaria nel reclutamento dei supplenti annuali, che sono circa il 30% del corpo docente. Questo nonostante gli uffici siano a corto di organico, infatti a Parma l’anno scolastico parte regolarmente coprendo tutti i posti per tempo, grazie al lavoro estivo che viene svolto in Viale della Vittoria, siccome nessuno parla di questi lavoratori è opportuno ricordarsi anche di loro”.
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