Per rilanciare l’Italia bisogna puntare sulla competitività, innanzitutto. Troppe tasse, troppa spesa pubblica: ne ho parlato prima. Ma anche troppa burocrazia e troppa corruzione. Le soluzioni sono tante, provo a dirne due:
1. Basta con le carte bollate. Basta interfacciarsi con funzionari o dirigenti pubblici che fanno magie con questa montagna di carte, creando una discrezionalità nelle scelte che è poi la madre della corruzione. La soluzione si chiama informatizzazione, nuove tecnologie, internet. Tutto deve diventare digitale, perché è l’unico strumento per dare a voi certezze. E poiché è impossibile chiedere tangenti via internet, questo aiuterebbe a sconfiggere il cancro della corruzione che avvolge l’Italia.
2. Troppi centri decisionali. Troppi funzionari. Troppi uffici, troppi burocrati. In questo paese abbiamo il Ministro dell’Ambiente, l’assessore regionale all’ambiente, l’assessore provinciale all’ambiente e l’assessore comunale all’ambiente. L’ambiente non se la passa tanto bene (ma potrei dire lo stesso del turismo, delle attività produttive, eccetera), ma ancora peggio stanno gli imprenditori che devono passare da un ufficio a un altro spesso per fare le stesse cose.
Costi della politica: ho già pronta una proposta di legge per abolire un ente inutile come la provincia. A cosa serve? A costruire scuole, dicono. Ma qualcuno mi spiega perché un comune può fare la scuola media ma non quella superiore, di concerto con i comuni limitrofi? Follie italiane.
E poi va bene tagliare i parlamentari, i consiglieri regionali, i loro stipendi e magari abolire il finanziamento pubblico ai partiti. Ma la corte dei conti ci ha detto che i veri costi della politica sono le società miste degli Enti locali. Lì si gioca la vera partita: la politica che fa impresa, che la fa male, e che toglie il lavoro alle imprese. La politica faccia da controllore e basta. Quanto diventa controllore e controllata, salgono i costi, si abbassa il livello dei servizi e la corruzione ci sguazza.
Il tempo di accontentare tutto e tutti è finito. Il tempo delle promesse irrealizzabili è scaduto. Guardate come siamo finiti. E’ tempo di scelte coraggiose. In nome solo ed esclusivamente del futuro dell’Italia.
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