Uomini, fatti e ritratti
LA Rubrica di Osservatorio Cittadino, curata da Alessandro Carotenuto, si avvale delle illustrazioni del pittore Carlo Capone. Il testo è scritto da Antonio Marino.
Gaspare Virgilio con dietro un padiglione del Manicomio.
GASPARE VIRGILIO (L’eccelso alienista)
Gaspare Virgilio, una delle menti più geniali che Aversa abbia espresso, vide la luce il 17 marzo del 1836.
Si distinse sin da ragazzo per la sua non comune intelligenza e, ultimate le scuole basilari, si dedicò allo studio della medicina… coltivando anche la letteratura e le scienze naturali.
Specializzatosi in psichiatria, giovanissimo, cominciò a prestare servizio dal 1866, come chirurgo, nella Casa penale di Aversa passando poi ad esercitare la professione di medico psichiatra nel locale R. Manicomio.
Dove ebbe inizio, a cominciare dal 1868, la sua brillantissima carriera che lo porterà a dare tutto se stesso con l’onnipresente obiettivo di migliorare le condizioni generali dei malati di mente: sia dal punto di vista ambientale che terapeutico.
Sta di fatto che, nominato Direttore del Manicomio nel 1876, si propose subito di riportare la struttura all’originario splendore facendo di tutto per mutarne l’indirizzo scientifico che non rispondeva più alle esigenze dei tempi.
E si mosse per conseguire questo ideale come medico, scienziato e amministratore della città facendo approvare deliberazioni di rilevante importanza…cominciando dall’edilizia.
Che sono accuratamente riportate (in dettaglio) nel volume “La città consolidata” del compianto arch. Tiberio Cecere che le illustra con opportuni grafici, affiancandole con le relative relazioni tecnico-sanitarie.
Sotto la sapiente conduzione di Virgilio il R. Manicomio di Aversa, opportunamente adattato e sezionato (dopo essere stato ampliato ), subì una trasformazione radicale balzando alla ribalta della cronaca europea principalmente per le sue innovazioni scientifiche.
Divenendo un modello da seguire richiamò sul posto psichiatri ed esperti, provenienti da ogni dove, i quali lo scelsero per tenervi il secondo Congresso Nazionale di Freniatrìa.
Al Congresso, voluto dalla Società Freniatrica e svoltasi dal 24 al 30 settembre del 1877, parteciparono tutti i Direttori dei Manicomi d’Italia, molti Docenti universitari e i principali alienisti del tempo, ed ebbe una risonanza internazionale.
Non tanto per i risultati conseguiti quanto per il clima cordiale e l’operosità dei membri (come ha scritto in merito il prof. Francesco Cascella in un saggio illustrativo) che si congedarono, complimentandosi calorosamente tra loro, con un banchetto offerto dal Municipio nel locale palazzo Candia.
All’età di quarantasette anni, creatasi una Sezione distaccata per detenuti maniaci (nell’ex convento di S. Francesco di Paola),Gaspare Virgilio, lasciati alcuni incarichi che aveva, ne assunse la direzione istituendo il primo Manicomio criminale italiano: correva l’anno 1889…stando alla cronaca:
Mente vasta e ingegno acutissimo, si addentrò ben presto (sulla scìa delle teorie del Lombroso) nello studio dell’anima criminale, intuendone i legami profondi con le malattie della mente, e si fece promotore della necessità di impiantare stabilimenti speciali per i cosiddetti “detenuti criminali”.
I quali non andavano trattati come comuni delinquenti ma alla stregua, anche se con accorgimenti diversi, dagli altri malati di mente e accolti in padiglioni adatti, in cui alla sicurezza della reclusione si unissero i mezzi di cura più rispondenti alle loro anomalie psichiche.
Una concezione nuova, rivoluzionaria per l’epoca, che, propugnando la abolizione dei tradizionali luoghi “coercitivi” di detenzione per i criminali, apriva loro le porte per l’internamento nei più consoni Manicomi criminali (poi giudiziari) con i dovuti mezzi di cura…modificando la legislazione in materia.
Le idee d’avanguardia di Virgilio (espresse mirabilmente nelle sue varie pubblicazioni scientifiche ) incontrarono subito il favore degli addetti e, un po’ dovunque, vennero sorgendo Istituzioni similari alleggerendo gli Stabilimenti manicomiali preesistenti.
Dopo decenni spesi per il prossimo, facendo del suo lavoro una missione ,Gaspare Virgilio, non potendo più guidare l’Istituzione amata come voleva e all’apice della fama, chiese di essere collocato a riposo, che gli venne accordato nel mese di dicembre del 1905.
Accomiatatosi dal R. Manicomio, rimase per altri due anni a dirigere il neo Manicomio Giudiziario andando definitivamente in pensione nel 1907, all’età di settantuno anni.
Trasferitosi a Napoli con la famiglia, pur ammaliato dall’incanto del golfo, non mancava però di venire spesso ad Aversa, sentendosi legato alla città natale e al proprio passato da un cordone ombelicale.
E in una di queste visite aversane lo colse d’improvviso la morte, il 25 aprile del 1908, tra le braccia dei suoi allievi – è scritto nella sua biografia- e col conforto dei suoi concittadini: aveva 72 anni compiuti.
Con Lui se ne andava un eccelso alienista, un filantropo, un Uomo geniale e dall’animo buono, a buon diritto considerato “Il padre della scienza antropologica criminale”.
Antonio Marino
https://www.facebook.com/pages/Corriere-di-Aversa-e-Giugliano/283505488416630