Il 15 febbraio è esattamente un mese, per la precisione 31 giorni, che per i dipendenti pubblici di Parma e del Parmense la democrazia è sospesa, il Ministero dell’Economia (Ragioneria dello Stato) continua a pretendere di ritenere valide le adesioni sindacali solo se esse sono controfirmate dal capo dell’ufficio di appartenenza dell’interessato, o inviate tramite la pec dell’ufficio stesso. In pratica si vogliono schedare le opinioni dei singoli.
Lo stesso vale anche per le revoche, quando una persona vuole cancellarsi da un sindacato. I partiti politici di Parma e i deputati della zona hanno reagito freddamente, a 26 giorni dal misfatto un’interrogazione parlamentare è stata presentata dalla deputata Patrizia Maestri (Pd) ex segretaria della Cgil di Parma. Eppure il Pd è in maggioranza, ed un parlamentare di un collegio quando non sta all’opposizione dovrebbe avere maggiore voce in capitolo, esigere in maniera perentoria che venga messo in riga qualche funzionario che entra a gamba tesa nella politica . Evidentemente dietro a tutto ciò ci sono molte cose che non si conoscono, proprio ieri il Comune di Parma ha varato un provvedimento che prevede pesanti sanzioni per i suoi dipendenti che osano criticare l’ente, avere rapporti con i giornalisti, esprimere le loro impressioni sull’operato del comune persino ad amici e parenti. Un clima da Unione Sovietica ecco il testo dell’interrogazione dell’On Maestri, c’è da dire che è l’unica che è intervenuta, gli altri partiti e personaggi politici tacciono complici. Il prossimo 25 febbraio i sindacati del comparto scuola incontreranno il Prefetto, intanto la Gilda degli Insegnanti sta iniziando a valutare di iniziare a sostenere il voto per la “scheda nulla”
———————–
Interrogazione a risposta scritta 4-03534
presentato da
MAESTRI Patrizia
testo di
Martedì 11 febbraio 2014, seduta n. 171
MAESTRI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. — Per sapere – premesso che:
con nota prot. n. 1016 del 15 gennaio 2014, il Ministero dell’economia e delle finanze — ragioneria territoriale dello Stato, sede di Parma, ha disposto nuove modalità operative per le variazioni stipendiali relative a iscrizioni e revoche sindacali;
la nota precisa che si riterranno regolari solamente le deleghe sindacali sottoscritte in originale e trasmesse, a cura degli uffici di appartenenza, con note a firma del dirigente, ovvero le deleghe trasmesse dalle organizzazioni sindacali solo se corredate da nota sottoscritta dal dirigente dell’ufficio di servizio;
le organizzazioni sindacali confederali, CGIL, CISL e UIL, il 27 gennaio 2014, hanno avanzato alla direttrice della RTS di Parma una richiesta di incontro finalizzata a chiedere la revoca della nota prot. n. 1016 la quale definisce una procedura aggravata e ridondante rispetto alle modalità operative previgenti;
le organizzazioni sindacali ritengono che la nuova procedura di iscrizione e revoca, a quanto risulta adottata solo nella città di Parma, sia lesiva della dovuta riservatezza che la legge riconosce ai lavoratori che aderiscono ad un’organizzazione sindacale ed in particolare ritengono che la nota della RTS sia in palese contrasto con lo statuto dei lavoratori e con il codice di comportamento dei dipendenti pubblici (decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 2013) che, all’articolo 5, recita: «il dipendente comunica tempestivamente al responsabile di appartenenza la propria adesione ad associazioni od organizzazioni. Il presente comma non si applica all’adesione a partiti politici o a sindacati»;
alcuni lavoratori hanno inoltre rappresentato che, nell’incertezza applicativa della nota sopraccitata, alcuni dirigenti non avrebbero avviato le comunicazioni circa le variazioni stipendiali relative a iscrizioni e revoche sindacali, arrecando pregiudizio tanto alle organizzazioni sindacali quanto ai lavoratori –:
se i Ministri interrogati siano a conoscenza della circolare prot. n. 1016 della RTS di Parma e se la ritengano conforme alla normativa vigente. (4-03534)