Sono stati arrestati per l’omicidio del trans brasiliano Marcio Henrique Barbosa Cruz, il cui cadavere è stato trovato il 3 febbraio scorso in via Polizano a Castel Volturno, due immigrati nigeriani, Sanuel Ajayi e Fidelis Ezeani. Quest’ultimo è stato bloccato dai carabinieri a Trani mentre cercava di raggiungere il porto di Bari, per lasciare il territorio nazionale.
Dalle indagini è emerso che la vittima, era stata drogata con cocaina ed eroina, probabilmente violentata e abbandonata agonizzante in mezzo alla strada. L’autopsia sul cadavere del trans (inizialmente scambiano per una donna ndr), ha stabilito che la morte è avvenuta per overdose, e che il corpo era stato successivamente trascinato. Le intercettazioni telefoniche, avviate a seguito di un’altra indagine contro lo spaccio di sostanze stupefacenti che ha determinato ben 10 decreti di fermo emessi dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, hanno consentito agli inquirenti di individuare coloro che sono ritenuti colpevoli di aver fornito la dose letale e di aver ucciso il trans brasiliano. In particolare, dalle intercettazioni telefoniche si è appreso che Fidelis Ezeani, uno dei nigeriani sotto controllo per lo spaccio di droga, durante un “festino” a base di sesso e droga, aveva procurato, insieme con un complice, Samuel Ajayi, la morte, per insufficienza respiratoria acuta del trans.
Il transessuale, secondo gli inquirenti sarebbe poi stato trascinamento dai due nigeriani ancora agonizzante, dall’appartamento posto al primo piano di un edificio in via Agnolo Poliziano, luogo in cui si era svolto il festino, fino al cortile sul retro dell’abitazione e, successivamente, abbandonato in Via Poliziano. Ad incastrare gli uomini anche le immagini rilevate dalle telecamere collocate nell’edificio.
Dalle intercettazioni telefoniche, è emerso che uno degli indagati aveva contattato i propri parenti in Nigeria e aveva chiesto loro di effettuare un rituale vudù, affinché nessuno facesse il suo nome in relazione all’omicidio. Nell’ultima settimana inoltre Ezeani, intuendo che le indagini puntavano verso di lui, ha tentato di lasciare il territorio italiano, ma è stato bloccato a pochi chilometri dal porto di Bari.
Entrambi gli uomini sono stati oggetto di provvedimento di fermo per omicidio volontario e altri reati, eseguiti qualche giorno fa e già convalidati dal GIP.
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