Il Tribunale Amministrativo Regionale ha rigettato il ricorso presentato dal comune di Giugliano contro la realizzazione del termovalorizzatore nel territorio comunale. Respinta in particolare l’azione legale sostenuta dal comune per impedire la costruzione, a partire dalla Decreto 61 del 2007 (convertito con la Legge 87/007),

che vieta la costruzione di nuovi impianti senza prima la realizzazione di una bonifica. Smontata anche la contestazione secondo la quale il presidente della Regione Campania non avrebbe avuto il potere di nominare un commissario straordinario, prerogativa contenuta nel decreto legge n. 90 del 2008,  che incarica il Sottosegretario di Stato a disporre per la realizzazione dell’impianto entro un anno oppure delegare alla Regione. La sentenza però obbliga il commissario Alberto Carotenuto a fare una caratterizzazione delle ecoballe di Taverna del Re, poiché contengono il cosiddetto “tal quale”, cioè un insieme di rifiuti non definito. Il Tribunale sostiene infatti, che per bruciare le ecoballe, esse devono essere della tipologia Cdr – Combustibile solido secondario.

La sentenza infine impone al commissario Carotenuto di approvare un Piano Stralcio per lo smaltimento delle ecoballe, realizzando la scelta della soluzione tecnologica più idonea a garantire la salvaguardia della salute della popolazione e dell’ambiente. Il Piano dovrà essere approvato poi dalla giunta regionale. Questo ulteriore passaggio si interpone tra la prima fase che concerne l’invito della ditte alla gara e alla seconda, riguardante la costruzione dell’impianto.

Resta al momento solo da attendere il verdetto del Tar, previsto nei prossimi giorni, sul ricorso presentato dai comuni di Qualiano, Marano, Villaricca, Mugnano, Melito, Lusciano e Trentola Ducenta.  

Giovanni Romano, assessore all’Ambiente della Regione Campania ha così commentato: «Le sentenza ci aiutano a fare chiarezza sul quadro delle competenze e soprattutto sul riferimento normativo-giuridico al quale noi dobbiamo guardare per realizzare questo impianto». Poi aggiunge: «Se la legge non cambia, noi dobbiamo attenerci. La sentenza del Tar in questo caso chiarisce molto e riafferma la legittimità, messa in discussione, dell’azione amministrativa propedeutica alla realizzazione dell’impianto. Il lavoro del commissario Carotenuto è in fase avanzata , ha ascoltato tutti, anche quelli che hanno opinioni diverse sulla realizzazione dell’inceneritore.»

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