Nonostante sapesse di essere finito nel mirino della Dda e delle forze dell’ordine, Carmine Schiavone cercava di avere una vita come tutti i suoi coetanei 30enni. Il figlio di “Sandokan” frequentava i locali di Aversa, e non si allontanava mai troppo dal bunker di Villa Literno per una eventuale fuga e latitanza.
Il rifugio blindato è stato trovato in casa di un trasportatore di mozzarelle, che secondo la Dda avrebbe realizzato il bunker per dare copertura al figlio del super boss del clan dei casalesi. A supporto dell’ accusa contro Vincenzo Chiarolanza, vanno anche le dichiarazioni del pentito Luigi D’Ambrosio, che diede indicazioni precise rispetto alla presenza del bunker in via Ombrone a Villa Literno, nascosto nell’abitazione dell’uomo. Durante una perquisizione effettuata l’8 aprile del 2013, è stato accertato che nell’ingresso cucina dell’appartamento, video sorvegliato mediante un sofisticato impianto, del fabbricato indicato dal collaboratore di giustizia, c’era una botola d’accesso che conduceva all’interno del fortino.
video tratto da Yutube
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