Continuano le proteste a Lago Patria, dove una persona presa dalla disperazione è salita sul tetto e ha minacciato di lanciarsi. La donna, da quanto è emerso sarebbe la proprietaria di una delle villette per cui è previsto l’abbattimento. Intanto gli animi si riscaldano e molti sopraggiunti sul posto, per manifestare la propria solidarietà, si domandano perché lo Stato Italiano tutela più gli stranieri che gli italiani stessi.
Pur ammettendo la necessità di un cambio di rotta rispetto agli abusi non più tollerabili, i presenti sono fortemente arrabbiati contro quella classe politica che ha consentito gli stessi e contro chi oggi tutela più gli stranieri che gli italiani in difficoltà. Una persona che ha lo stesso tipo di problema, ha dichiarato: “I politici invece di pensare agli extracomunitari concedendogli case soldi e cibo gratis, perché non pensano anche a noi che, per costruirci una casa facciamo sacrifici su sacrifici e poi ce la vengono a radere al suolo. Anche io ho una casa abusiva a Licola e ci abito dentro ed è l’unica casa che ho. L’anno scorso ho ricevuto una carta dalla pretura di Napoli con scritto che la casa doveva essere rasa al suolo. Ho fatto ricorso al Tar è per il momento è stato tutto fermato ma non per molto tempo.”
Ma c’è anche chi prende le distanze e contesta una simile protesta, poiché ad essere costruite abusivamente non sono delle modeste abitazioni, che rientrerebbero negli abusi di necessità, ma delle ville unifamiliari di una certa cubatura. Intanto, mente l’opinione pubblica sembra dividersi, tutti concordano sul fatto che chi doveva provvedere al controllo non ha eseguito il proprio dovere, determinando una situazione estremamente difficile, che di fatto non coinvolge solo i proprietari degli immobili.
Lago Patria: cento persone chiuse in casa per evitare l’abbattimento delle villette abusive
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