Dopo ben 20 anni di battaglie, i crimini commessi contro l’ambiente sono finalmente puniti in Italia. La legge approvata martedì, inserisce nel codice penale italiano cinque nuovi reati contro l’ambiente: il disastro ambientale, l’inquinamento, l’impedimento dei controlli, l’omessa bonifica e il traffico di materiale radioattivo. I tempi di prescrizione raddoppiano e le pene possono arrivare a 15 anni di reclusione.
Martedì 19 maggio, è divenuta una data di fondamentale importanza, un passaggio storico, poichè il Senato italiano ha definitivamente approvato il disegno di legge sui delitti contro l’ambiente con 170 voti a favore (PD, SEL e M5S), 20 contrari (Forza Italia) e 21 astenuti (Lega nord).
Con la sua approvazione alcuni crimini contro l’ambiente non saranno più considerati semplici contravvenzioni ma reati inseriti nel codice penale italiano.
Il nuovo provvedimento prevede per i cinque nuovi reati introdotti quanto di seguito riportato:
Inquinamento ambientale
Il nuovo articolo del codice penale punisce l’inquinamento ambientale con la reclusione da 2 a 6 anni e con una multa che può andare da 10 mila a 100 mila euro. L’inquinamento ambientale punisce chi provoca «una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna».
Sono previste anche delle aggravanti con un aumento delle pene nel caso il reato di inquinamento abbia provocato delle lesioni o la morte di una o più persone. Le pene vengono aumentate in modo progressivo a seconda che ci sia stata lesione semplice, lesione grave, gravissima o morte. Se gli eventi lesivi derivati dal reato sono plurimi e a carico di più persone si applica la pena che dovrebbe infliggersi per il reato più grave aumentata fino al triplo: il limite massimo per la detenzione è 20 anni.
Disastro ambientale
Vengono considerati disastri ambientali: «l’alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema, l’alterazione dell’equilibrio di un ecosistema la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza del fatto per l’estensione della compromissione o dei suoi effetti lesivi ovvero per il numero delle persone offese o esposte a pericolo». In questi casi le pene vanno da 5 a 15 anni ed è prevista un’aggravante: quando il disastro ambientale viene commesso in un’area protetta o sottoposta a vincolo o causa danno a specie animali o vegetali protette.
Delitti colposi
Nel caso in cui i reati di inquinamento e di disastro ambientale vengano commessi per colpa e non per dolo, cioè non intenzionalmente, le pene saranno ridotte fino ad un massimo di due terzi.
Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività
Commette questo reato «chiunque, abusivamente, cede, acquista, riceve, trasporta, importa, esporta, procura ad altri, detiene, trasferisce, abbandona o si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività ovvero, detenendo tale materiale, lo abbandona o se ne disfa illegittimamente». La legge, in questi casi, prevede pene da 2 a 6 anni di carcere e una multa da 10 mila a 50 mila euro.
Impedimento del controllo
«Chiunque, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientali e di sicurezza e igiene del lavoro, ovvero ne compromette gli esiti» sarà punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Associazioni contro l’ambiente
La legge prevede specifiche aggravanti nel caso i reati vengano commessi in forma associativa.
“Air gun”
Il divieto di uso della tecnica dell’air gun (cioè delle perforazioni esplosive per cercare petrolio) era stato cancellato alla Camera quando tre identici emendamenti (presentati da Forza Italia, Scelta civica e Area popolare) erano stati votati a scrutinio segreto con conseguenti accuse al governo di voler favorire le lobby petrolifere. Nella quarta e ultima lettura del Senato non sono state approvate modifiche su questo tema. Sia il Movimento 5 Stelle che SEL hanno preferito infatti ritirare i loro emendamenti per arrivare più velocemente all’approvazione definitiva della legge. Contro la tecnica dell’air gun, il M5S ha già depositato una nuova proposta.
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